L’Ateneo rivuole soldi dai pensionati

5 Aprile 2015

Il dg Del Vecchio scrive agli ex dipendenti: restituiteci 500 euro dei buoni pasto

CHIETI. E’ una Pasqua davvero poco serena quella che stanno vivendo oggi i circa 350 dipendenti tecnico-amministrativi dell’università “Gabriele d’Annunzio” che da agosto scorso lavorano a salario decurtato dei soldi dell’Ima (Indennità mensile di ateneo che pesa per circa 300 euro sugli emolumenti del personale). Ma la Pasqua non si è annunciata piacevole neanche per gli ex lavoratori dell’ateneo dannunziano. A fine marzo, infatti, i pensionati hanno ricevuto per posta uno sgradito regalo a firma del direttore generale, Filippo Del Vecchio. L’inflessibile manager ha chiesto agli ex dipendenti ora in pensione di ridare indietro all’istituzione universitaria oltre 500 euro a testa di buoni pasto che, a suo avviso, sarebbero stati erogati irregolarmente. Nella lettera, che ha per oggetto il “conguaglio buoni pasto”, il dg spiega di aver ricevuto un rilievo dal collegio dei revisori dei conti su questo aspetto. Per tale motivo gli uffici hanno riconteggiato l’ammontare della cifra spesa per i buoni negli anni passati, rintracciando un numero di buoni pasto erogati in eccesso. Come già accaduto per altre richieste del dg ai dipendenti, non viene dato molto tempo per esaudire la richiesta: “Tale restituzione”, avvisa la lettera, “deve essere effettuata entro 30 giorni dal ricevimento della presente”. La missiva ha destato non poco scalpore tra il personale della cinquantenaria università dannunziana, sia all’attivo che in pensione. Tra l’altro, ci si è chiesti, non si capisce perché per un errore – sempre che errore ci sia stato – commesso dall’università ora debbano rispondere in toto e pagare chi, del tutto involontariamente, ne ha usufruito. E chissà se queste lettere non siano arrivate anche alle famiglie di ex dipendenti ormai defunti. Insomma, la situazione di gestione del personale universitario seguita a destare sconcerto, almeno tra i dipendenti che, dopo l’annuncio del Mef sull’Ima, continuano a dormire sonni sempre meno tranquilli. Qualche giorno fa, infatti, è arrivata una comunicazione del Ministero di economia e finanza che sembra valutare in maniera negativa le proposte del vertice universitario per ripristinare l’Ima. La questione è tecnica, ma, da quel che si è capito, si allungano i tempi per poter riavere la quota di salario accessorio tagliata in busta paga.(a.i.)