L’atletica senza più stadio? «Così sparirà lo sport sano»

2 Settembre 2015

Erba sintetica sul terreno di gioco dell’Angelini per abbattere i costi di gestione Tuffanelli (Fidal): ipotesi da scongiurare, i ragazzi finirebbero in strada

CHIETI. Come un colpo al cuore. «L’erba sintetica che sfratta dallo stadio l’atletica leggera? Mi sembra di vivere un sogno che, speriamo, non si realizzi». Umberto Tuffanelli, 69 anni tra qualche giorno, presidente della società Falco Azzurro di Chieti nonché vicepresidente regionale Fidal, la federazione di atletica leggera, ha appreso la notizia dal Centro ed è saltato dalla sedia. Altro che salto con l’asta! In tre parole: pare che il Chieti calcio nella prospettiva della gestione diretta dello stadio, abbia chiesto al Comune di cambiare il terreno di gioco sostituendolo con l’erba sintetica. Ciò comporterebbe un abbattimento notevole dei costi di manutenzione del campo di calcio ma allontanerebbe dall’impianto, così come accade per la radiazione di uno sportivo, gli atleti che praticano i cosiddetti “lanci”: quello del peso, del martello, giavellotto e disco. Una ipotesi, appunto, che ha già scatenato l’intervento di protesta di Eugenio (Tetè) Di Francesco, ex atleta ed ex mediano d’attacco della Gloria Chieti degli anni Sessanta. «Ho praticato l’atletica e il calcio», aveva commentato la notizia Di Francesco al Centro, «e se sono stato calciatore lo devo proprio all’atletica».

Ora a intervenire è Umberto Tuffanelli, vicepresidente regionale Fidas. «Chiaramente questa notizia ci allarma di brutto. Di recente ci sono stati incontri con l’assessore allo sport, Antonio Viola, e si stava discutendo della gestione dello stadio. Ci dispiacerebbe se la struttura venisse affidata al Chieti calcio che poi avrebbe la possibilità di farci ciò che vuole. Sicuramente il Comune non ha soldi per mettere l’erba sintetica e quindi non è primo attore di questo intervento sul terreno di gioco. Noi», continua Tuffanelli, «siamo interessati alla vicenda gestione-stadio perché è un impianto realizzato sia per il calcio e sia per l’atletica. Sono stati spesi tanti soldi l’anno scorso dal Comune per rifare la pista, perché adesso metterci l’erba sintetica? Di mezzo c’è un interesse pubblico all’utilizzo della struttura che è della città ed è a disposizione di tutti e non solo dei tifosi del Chieti. Penso», sottolinea Tuffanelli, « a chi fa sport: a Chieti centinaia di ragazzi, attraverso quattro-cinque società sportive, fanno atletica leggera. Basta andare allo stadio di sera e vedere quanti praticano questo sport. Abbiamo anche delle eccellenze: un giovane del ’92 che gareggia fuori Chieti al salto con l’asta perché qui non ci sono fondi: ha 5,30 metri ed è tra i più forti in Italia. Abbiamo un altro ragazzo bravo sui mille metri. Ecco, non va tolto lo spazio ai giovani perché in alternativa frequenterebbero cattive compagnie. Tra l’altro non fare discipline come il lancio del disco, del peso, martello e giavellotto comporta che non si può partecipare alle gare di squadra. E poi non dimentichiamo il nostro motto: “chi fa atletica non fa panchina”. Sarebbe una mazzata enorme per i ragazzi che vogliono fare una sana attività sportiva».

Poi un avviso per le autorità comunali: «Non ci fermiamo qui: attendiamo notizie certe su questa vicenda», conclude Tuffanelli, « e per vedere se c’è qualcuno che sta manovrando qualcosa dietro le quinte. Spero che non si incorra in un errore madornale».

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