L’autobotte allevia i disagi di tre famiglie

Rifornimento extra a Marcianese: case a secco da inizio estate. Treglio, problemi per 500 residenti
LANCIANO. Rifornimento idrico straordinario con l’autobotte per le tre famiglie di contrada Marcianese rimaste con i rubinetti di casa a secco. La Sasi, la società del servizio idrico, ha subito accolto la richiesta del sindaco Mario Pupillo, che giovedì mattina ha segnalato la situazione critica di tre nuclei familiari della contrada dove, come in altre zone periferiche di Lanciano, manca l’acqua dall’inizio dell’estate.
«La situazione di queste famiglie era particolarmente disagiata», spiega il consigliere comunale Renato Settembrini, che ha seguito la vicenda insieme al primo cittadino, «erano costretti a riempire secchi e taniche da una fontanella per avere l’acqua in casa. Dai rubinetti delle loro abitazioni non esce una goccia». Ieri pomeriggio, intorno alle 17, è arrivata l’autobotte per il rifornimento idrico delle autoclavi di cui le abitazioni sono dotate. «Si tampona un’emergenza», sottolinea Settembrini.
Non va meglio, invece, a Treglio, dove anche ieri gli oltre 500 residenti delle contrade Sacchetti, San Martino, Castellana e Vicende, hanno potuto usufruire dell’erogazione idrica solo per 7 ore al giorno. Il flusso ottimale, infatti, c’è solo nella fascia oraria 14-21. Per il resto delle ore le quattro frazioni del paese restano a secco e senza alcun preavviso. Nella comunicazione ufficiale al Comune, infatti, la sospensione del servizio è prevista dalle 21 alle 6 del mattino successivo. «Accade invece che le ore senza acqua sono molte di più», precisa il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, «di sera viene interrotta l’adduzione principale che serve Torre Sansone, a Lanciano. Le contrade di Treglio non hanno adduzione diretta, così il torrino di Sacchetti si svuota e, quando viene riattivata l’acqua, passano ancora diverse ore prima che le vasche di accumulo si riempiano e il serbatoio torni a pressione. In questi giorni sono rimasti senz’acqua oltre 500 residenti e un ristorante. Chi lavora di pomeriggio, quando torna a casa non può lavarsi. E’ inaccettabile, soprattutto per chi ha bimbi, anziani o persone disabili. E purtroppo non è un problema solo di questi 10 giorni», conclude Berghella, «temo che in futuro sarà sempre peggio, perché negli ultimi 25 anni c’è stata una cattiva gestione delle infrastrutture che porta a disperdere più della metà della risorsa idrica». (s.so.)
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