«L’avvocato ferito ha salvato il figlio»

17 Marzo 2020

Il racconto della collega di studio di Di Domenico: «Prima ha pensato al ragazzo, poi ha provato a domare le fiamme»

LANCIANO. Un inferno di fuoco e fumo. In pochi attimi è diventata questo l’abitazione di Marco Di Domenico, 60 anni, avvocato ed ex assessore comunale, devastata domenica mattina da un incendio partito dal camino. Dopo le 10.30 il legale, secondo la ricostruzione dei vigili del fuoco, stava bruciando delle carte nel suo appartamento al quinto piano di via Petragnani, utilizzando dell’alcol. All’improvviso dai vapori si è sprigionata una fiammata. Sono andate in frantumi le lampadine al neon e la stessa bottiglietta dell’alcol, le fiamme si sono propagate alle poltrone e alle suppellettili. Il rogo ha investito al volto, alle braccia e alle gambe il professionista, che si trovava in casa in accappatoio. In un attimo la mansarda si è riempita di fuoco e fumo. L’avvocato ha iniziato ad urlare fortissimo per chiamare aiuto.
«È sceso al piano di sotto per cercare di mettere in salvo il figlio», racconta Consuelo Di Martino, da 23 anni collega dello studio legale, «e con un secchio ha anche provato a buttare acqua tutto intorno». Ma la violenza del rogo ha devastato presto tutto l’ambiente. Sono stati un vicino e l’amica Palma B., accorsi alle sue grida, ad aiutarlo a venire fuori da quell’inferno. Quindi è stato messo in salvo il figlio 13enne del professionista, che dormiva al piano di sotto. Questa zona della casa, per fortuna, non è stata interessata dal rogo, anche se calcinacci sono venuti giù dal piano superiore. Non c’è stato nulla da fare, invece, per i due cagnolini maltesi, Anais e Creed, morti asfissiati. Di Domenico ha saputo di loro domenica sera, in ospedale. Fortissimo il dispiacere, visto che il legale non si separava mai dai suoi amici a quattro zampe. Dopo il rogo nell’abitazione è intervenuto un veterinario della Asl.
Con il passare delle ore le condizioni di Marco Di Domenico sono parse meno gravi di quanto ipotizzato inizialmente, tanto da non richiedere il suo trasferimento dall’ospedale di Chieti a un centro specializzato. Il legale è ricoverato in reparto, dove gli vengono medicate le ustioni di 1° e 2° grado riportate sul 20% del corpo. I medici si stanno occupando anche della forte irritazione agli occhi, causata dal fumo, ma anche questo problema con il tempo sarà superato. La consapevolezza è di essersela vista brutta.
L’appartamento di via Petragnani è stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco, che riferiranno dell’accaduto in Procura. I danni sono limitati all’abitazione, non hanno interessato aree comuni del condominio.