L’azienda si difende: tutto è stato fatto rispettando la legge

29 Gennaio 2022

CHIETI. La De Cecco respinge su tutta la linea l’accusa di frode in commercio. «La vicenda», spiegano dalla società, «riguarda l’utilizzo di una modesta quantità di grano francese (prodotto di...

CHIETI. La De Cecco respinge su tutta la linea l’accusa di frode in commercio. «La vicenda», spiegano dalla società, «riguarda l’utilizzo di una modesta quantità di grano francese (prodotto di primissima qualità e superiore di prezzo del 20% rispetto al grano nazionale) utilizzata per la produzione di pasta nei primi mesi del 2020». L’inchiesta è partita dopo le accuse «mosse in sede penale, nei confronti del presidente della De Cecco, di un manager e di un ex manager, da un ex dirigente della società a seguito del suo licenziamento per giusta causa». La vicenda è stata «alimentata da una serie di lettere anonime ed offensive della dignità e del decoro del presidente della società e di alcune storiche figure apicali».
Poi, l’azienda precisa che «le confezioni di pasta utilizzate forniscono anche la seguente informazione: “paese di provenienza del grano: paesi Ue e non Ue; paese di molitura Italia”. Dunque, non si ritiene che l’impiego del grano francese sia in contrasto con le indicazioni di provenienza del grano riportate sulle confezioni, che espressamente menzionano i paesi Ue e non Ue». Il pubblico ministero, sottolineano ancora dall’azienda, «aveva formulato una motivata richiesta di archiviazione nella quale aveva osservato che le accuse mosse nei confronti degli indagati dovevano ritenersi del tutto destituite di fondamento». Secondo la procura, infatti, «l’impiego di grano francese è ricompreso nell’impiego dei grani Ue attestato sulle confezioni di pasta». Non solo: «La scritta pubblicitaria sulle confezioni non è affatto in contrasto con la doverosa indicazione di provenienza del grano. Infatti, la provenienza dei grani da paesi Ue e non Ue è perfettamente coerente con l’impiego reclamizzato anche dei migliori grani italiani, californiani e dell’Arizona». Ma il giudice ha ordinato l’imputazione coatta. Il presidente Filippo Antonio De Cecco, «nel rinnovare il proprio completo affidamento nella magistratura, ribadisce che il suo operato quale amministratore della De Cecco e quello del management della società è stato sempre improntato non soltanto al rispetto della legge ma anche dei più alti principi di tutela del consumatore e di qualità del prodotto e confida, quindi, che l’approfondimento nella sede dibattimentale consentirà di provare le proprie legittime ragioni». (g.let.)