L’effetto Renzi disorienta E la scissione preoccupa

15 Febbraio 2017

Il Pd provinciale aspetta la prossima riunione della direzione nazionale Zappalorto: «Il partito c’è ed è forte. Al momento non vedo abbandoni»

CHIETI. Per qualcuno, leggasi Pierluigi Bersani, la scissione all’interno del Pd «è già avvenuta». A livello locale, però, è uno scenario al quale il Partito democratico, almeno per ora, preferisce non pensare, nonostante le frizioni scaturite dalla direzione nazionale che si è riunita lunedì sera, con Renzi che preme per il congresso. Per valutare possibili scenari declinati in chiave locale, «bisognerà aspettare la prossima riunione dell’assemblea nazionale», dice Filippo Di Giovanni, coordinatore del Pd di Chieti, «anche per avere il cronoprogramma dei prossimi mesi. Non do per scontata alcuna ipotesi, ma quella del congresso da qui a due mesi mi sembra abbastanza complicata, perché potrebbe generare fratture in maggioranza». Fondamentalmente, per Di Giovanni, «è questione di tempi, modi e regole. Nella situazione politica attuale», aggiunge, «non è solo un fatto formale, ma sostanziale. La scissione? Mi auguro che non si verifichi. Il Pd è un partito al quale sono fiero di appartenere, perché è l’unica realtà politica che ha il coraggio discutere anche alla luce del sole. Sono i rischi della democrazia che si superano, col dibattito interno». Secondo Chiara Zappalorto, coordinatrice provinciale del partito, quella di Chieti è una realtà molto tranquilla, nell’ambito della quale si discute, anche vivacemente, ma sempre in maniera serena. Il livello di scontro, insomma, non è mai stato molto elevato. Una realtà, tra l’altro, nella quale «il confronto è stato sempre molto bello, positivo, come quando c’è stata l’elezione di Renzi. Oggi il partito è ancora più forte. Al di là del confronto politico, non credo ci saranno scissioni, o divisioni. Il dibattito c’è ed è anche forte, ma c’è anche solidarietà generazionale che ci consente di avere una certa vivacità dal punto di vista del rinnovamento, ma anche tanta esperienza che ci aiuta a crescere. Al momento non vedo persone che potrebbero staccarsi dal Pd». Alessandro Marzoli, 34 anni, avvocato, nel 2012 ha partecipato alla campagna elettorale di Barack Obama. Avvocato, alle ultime elezioni è stato il consigliere comunale del Pd più votato. «Sono convinto», dice, «che a livello locale non ci saranno grandissime fibrillazioni fino a quando non si definirà il quadro nazionale. Per quanto mi riguarda, credo che il congresso sia una buona occasione per fare chiarezza su scelte soprattutto politiche e di merito che il Pd vuole fare per il Paese, al di là dei nomi. Ci faremmo male, sia a livello nazionale, sia a livello locale, e questo non deve accadere soprattutto perché ci sono appuntamenti elettorali importantissimi per il paese. Dobbiamo concentrarci su quello che vogliamo per l'Italia, e non sulle posizioni individuali di bottega all’interno del centrosinistra. Abbiamo una leadership forte, quella di Matteo Renzi. Va bene il confronto sulle idee, ma al centro del dibattito deve esserci la meritocrazia». Per il coordinatore cittadino del Pd di Lanciano, Rosetta Madonna, nell’ipotesi di una scissione a rimanere sconfitto sarebbe il partito. «Se ci saranno delle differenziazioni», dice, «se ne può parlare, anche se è ancora tutto da discutere, da vedere. A noi piace di più parlare di programmi che di personaggi che si mettono in evidenza. Per ora è ancora tutto molto prematuro, aspettiamo la riunione delle prossime direzioni politiche per capirci di più. Per noi», conclude, «sono più importanti le idee e le emozioni, rispetto ai soggetti che le rappresentano». La prossima settimana Rosetta Madonna convocherà la direzione, dopo l’assemblea nazionale, «per cominciare a parlarne e a valutare».