L’esperta: «Persa la speranza nel domani»

L’analisi della psicoterapeuta Margherita Iezzi: l’aumento di suicidi è legato anche alla pandemia
CHIETI. «I ragazzi di oggi, adolescenti e giovani adulti, hanno perso i punti di riferimento: sentono parlare di guerra, crisi climatica, pandemia. Sembra che non ci siano risvolti positivi nel futuro e questo li spinge a non riuscire a proiettarsi nel domani. L’isolamento, le difficoltà socioeconomiche delle famiglie, la mancanza di ascolto e l’incapacità di farsi aiutare, in un mondo che chiede solo efficienza e prestazione, crea un senso di vuoto e la mancanza di speranze, acuendo il disagio». Così Margherita Iezzi, psicoterapeuta dell’età evolutiva e docente all’università d’Annunzio di Chieti-Pescara, analizza il suicidio del 29enne Antonio Corrado, avvenuto ieri pomeriggio a Chieti scalo.
«Non possiamo generalizzare», sottolinea la psicoterapeuta, «perché di fronte a un gesto estremo c’è sempre un dramma personale, ma spesso basato su elementi ricorrenti: una profonda solitudine, l’impatto con la precarietà lavorativa, affettiva ed economica. Tutti fattori che possono creare un marasma nella mente talmente forte da non riuscire più a far percepire la speranza nel futuro. Il suicidio oggi è tra le prime cause di morte tra i giovani. E un’impennata dei casi c’è stata a seguito dell’emergenza Covid. Noi rimaniamo attoniti, non ce lo aspettiamo, ma poi ci chiediamo: ma questo disagio così forte non lo abbiamo visto? Che responsabilità abbiamo come società? I ragazzi spesso si ritirano nel loro silenzio, la sofferenza è determinata dalla mancanza di relazioni sufficientemente solide e, soprattutto, da una fragilità che se non trova un luogo in cui viene riconosciuta, non può nemmeno essere curata. Mi riferisco ai servizi di ascolto e prevenzione del disagio psicologico, anche prima che il fatto sia conclamato, del confronto con gli specialisti e con altri adolescenti che possono fare la differenza».
Infine, un appello alle famiglie: «Ai genitori dico di osservare i loro figli, i cambiamenti di umori, le abitudini del sonno possono essere segnali importanti che, se compresi per tempo, potrebbero trovare una via d’uscita diversa». (y.g.)
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