L’esperta: torna l’emergenza tra i giovani

15 Febbraio 2022

Fasciani, direttrice del Servizio contro le dipendenze: «Forte preoccupazione per le nuove sostanze»

CHIETI. Il lockdown ha bloccato non solo tante attività economiche, ma anche gli affari illeciti legati al mondo della droga. Ora però, terminata l’emergenza, lo spaccio è ripartito a tutti gli effetti. Ne è convinta la direttrice del Serd (Servizio contro le dipendenze) della Asl Lanciano Vasto Chieti, Paola Fasciani. «Abbiamo notato che i nostri pazienti hanno ridotto il consumo nei periodi di lockdown per il fatto che la mobilità sul territorio era limitata», dice la direttrice, «e questo periodo per alcuni è stato senza dubbio utile, anche se molti hanno potenziato contemporaneamente il consumo di alcol o l’uso di sostanze che hanno azione sedativa e rilassante». La maggior parte delle persone che si rivolge al Serd per essere aiutata nel liberarsi della propria dipendenza ha problemi con droga e alcol. «Il paziente tipo può essere suddiviso in due categorie», spiega Fasciani, «la prima è quella tra i 30 e i 40 anni che fa prevalentemente uso di droga, la seconda è quella che va dai 55 ai 65 anni che invece ha un problema con le bevande alcoliche. Tra le droghe, il consumo principale riguarda la cocaina, al secondo posto c’è l’eroina. Durante il lockdown è aumentato l’utilizzo di nuove droghe, lo cosiddette “droghe intelligenti”, che hanno un’azione più tossica anche se sviluppano meno dipendenza. Questo tipo di sostanza stupefacente viene spacciata soprattutto via internet, ecco perché il consumo è aumentato durante il lockdown. Di questo nuovo fenomeno, però, non ci siamo accorti noi come Serd ma è stato rilevato dai medici del pronto soccorso, visto che l’utilizzo di queste sostanze ad alta azione tossica spesso manda l’utilizzatore in ospedale». Un altro effetto della pandemia sul consumo di droga si può rintracciare nel fatto che risulta potenziato nei pazienti con problemi di salute mentale: «L’emergenza pandemica ha avuto effetti pesanti soprattutto sulle persone più fragili dal punto di vista della salute mentale», conclude Fasciani, «ecco perché fra questo tipo di persone è aumentato l’uso di sostanze stupefacenti».
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