L’esperto: «Dubbi su Teateservizi»

21 Aprile 2023

L’analisi del docente Andrea Ziruolo, specializzato in Economia degli enti pubblici

CHIETI. Sul risanamento dei conti del Comune pesano una serie di criticità, già messe nero su bianco con l’ordinanza del 6 aprile scorso della Corte dei conti: dall’assenza di indicazioni sulle misure per ridurre la spesa corrente alla mancanza di azioni concrete per migliorare l’attività di riscossione della società pubblica in liquidazione Teateservizi. In attesa delle motivazioni della sentenza, abbiamo chiesto un’analisi a un esperto di finanza degli enti locali, il docente del dipartimento di Economia aziendale dell’università d’Annunzio, Andrea Ziruolo.
Quali sono i possibili scenari anche alla luce dei 98 milioni di debiti quantificati dai giudici?
«Il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, presentato dal Comune, è l’ultimo tentativo messo a disposizione dalla legge per evitare la dichiarazione di dissesto. Nell’ultima fase dell’istruttoria la Corte dei conti ha indicato che il piano è inattendibile nella sostanza: ossia nel piano sono presenti delle cifre non correlate alle azioni attraverso cui quei numeri acquistano attendibilità».
Cosa comporta tutto ciò?
«Il Comune ha fatto sforzi importanti per salvarsi dal fallimento: nel recente passato ha fatto ricorso all’istituto dell’anticipazione di liquidità per pagare 36 milioni di euro di debiti ma è stata un’azione insufficiente che ha indebitato ulteriormente l’ente. Sull’approvazione del piano di risanamento di Teateservizi pesano la mancanza dei pareri di regolarità tecnica e contabile (ex art. 49 Tuel), dei quali la Corte non ha potuto, con molta probabilità, non tenere conto per i riflessi che hanno sugli equilibri finanziari dell’ente e sull’ulteriore inattendibilità del piano di riequilibrio presentato. In consiglio comunale è stato approvato un piano di risanamento per la richiesta di concordato preventivo che evidentemente non rispetta i requisiti regolarità amministrativa contabile, considerato il parere non favorevole emesso dal segretario generale». Quali sono le ulteriori criticità?
«I circa 470mila euro di compensi esterni sostenuti da Teateservizi per l’impostazione della procedura che sembrerebbe cassata dagli uffici comunali. Bisognerebbe capire se sono state rispettate le procedure di evidenza pubblica nella composizione del team di professionisti che sono alla base delle scelte indipendentemente dall’elevatissimo spessore delle professionalità indicate nella delibera». (y.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.