L’esule Agostinis agli alunni: «Studiate di più le foibe»

11 Febbraio 2020

LANCIANO. «Questa pagina di storia è stata per lunghi anni cancellata, ma invito voi ragazzi a studiare e a ricordare questi fatti della nostra storia nazionale». Carlo Alberto Agostinis, esule...

LANCIANO. «Questa pagina di storia è stata per lunghi anni cancellata, ma invito voi ragazzi a studiare e a ricordare questi fatti della nostra storia nazionale». Carlo Alberto Agostinis, esule italiano dalla terra d’Istria, si rivolge agli studenti, che dopo anni tornano a partecipare alla cerimonia del Giorno del ricordo. C’è anche una classe terza della scuola media Mazzini alla manifestazione in piazza Martiri delle Foibe, organizzata dall’amministrazione comunale con le associazioni combattentistiche e d’arma e la sezione locale dell’Anpi. Presenti anche rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia.
Agostinis, cittadino lancianese, fu immortalato all’età di 3 anni nella nota fotografia che rappresenta l’esodo subito dalla popolazione italiana nel 1947. «Quell’anno, in seguito al Trattato di Parigi, abbiamo dovuto decidere se rimanere in Istria sotto la dittatura del regime jugoslavo o tornare in Italia», racconta ai ragazzi Agostinis, che con la famiglia finì in Abruzzo, prima a Ortona e a Chieti Scalo e infine a Lanciano, «siamo partiti in oltre 300mila, lasciando la nostra casa e tutto quanto avevamo. Vi auguro di non dover mai provare questa esperienza e vi invito ad andare avanti con la vostra istruzione, per studiare di più questi avvenimenti della nostra storia nazionale».
«Questa deve essere una giornata di riflessione ma anche di conoscenza della storia», sottolinea il vicesindaco Giacinto Verna, (assente il sindaco Mario Pupillo, a Teramo per l’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella), «dal ’43 al ’47 furono migliaia le vittime della tragedia delle foibe e ancora di più gli esuli italiani costretti in maniera violenta a lasciare le loro case. Quei fatti, quelle morti, per tantissimi anni furono sottovalutati e nascosti, mentre sarebbe stato giusto riconoscerne la gravità e crudeltà e da subito capire che si trattò di una sciagura nazionale al pari di altre che si verificarono in quel periodo storico fatto di guerre».
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