L’Euro Ortofrutticola riparte dalle pesche

San Salvo. La coop avvia raccolta e confezionamento dei prodotti adeguandosi alle norme anti-Covid
SAN SALVO. Con la raccolta della frutta per l’Euro Ortofrutticola del Trigno (780 soci) è partita la stagione del lavoro. Le industrie sono in affanno. L’agricoltura torna ad essere una voce importante dell’economia di San Salvo e non solo. La cooperativa è diventata il più grande serbatoio occupazionale del territorio. Per qualche mese 300 stagionali, dovranno raccogliere, selezionare, immagazzinare e spedire frutta e prodotti ortofrutticoli. A settembre si passerà alla vendemmia e a ottobre c'è raccolta delle olive.
I primi mesi del 2020 sono stati pieni di ostacoli: l’emergenza coronavirus e le direttive del governo hanno giocoforza rivoluzionato anche l’agricoltura. «La raccolta della frutta è iniziata lunedì scorso, dice il presidente Nicolino Torricella. «La cooperativa, attuando tutte le norme anti Covid è pronta alla commercializzazione. I lavoratori opereranno nella massima sicurezza», assicura Torricella. Il sindaco Tiziana Magnacca, alla ripresa del lavoro, ha inviato a Torricella e ai 780 soci l’augurio di una stagione di lavoro e soddisfazioni.
Le pesche sono il fiore all'occhiello di San Salvo. Grazie all’agricoltura, tante persone in cerca di un’occupazione (e con il coronavirus sono raddoppiate) per qualche mese avranno una boccata d’ossigeno. Prima della ripartenza il presidente ha controllato personalmente che fosse tutto in regola. «I posti di lavoro delle operaie», spiega Torricella, «addette al nastro che controlla, carica e confeziona le cassette di frutta sono stati distanziati e anche loro hanno un equipaggiamento diverso. Anche il conferimento dei prodotti ortofrutticoli cambia: gli agricoltori non possono scendere dai trattori né accedere e muoversi liberamente nei magazzini. Il reclutamento degli stagionali è stato fatto tramite e-mail. Per la raccolta della frutta, i problemi sono minori perché in campagna c’è spazio. Per gli addetti al confezionamento, invece, sono cambiate molte cose: i lavoratori sono stati distanziati fra loro. I turni di lavoro da 4 sono diventati 3 e ogni turno sarà di 6 ore. Oltre alla cuffietta, gli operai hanno tutti una mascherina e, anche visiere in plexiglass. La temperatura corporea dei dipendenti viene costantemente controllata con misuratori laser. Il 50% dei prodotti resta in Italia, a partire dal rifornimento della catena Conad, mentre il restante va all’estero. Le esportazioni sono già cominciate: in questo periodo la cooperativa manda prodotti in Svizzera e in Austria alla catena Spar, il cliente più importante.
«Ovviamente», riprende Torriocella, «distribuiamo i nostri prodotti anche in Italia. Questo 2020 per noi è una sfida e noi la affrontiamo con serenità consapevoli che il peggio è passato. Non ci resta che incrociare le dita e confidare nella clemenza del tempo. La grandinata del luglio 2019 è stata devastante. La siccità è spesso in agguato. Noi ce la mettiamo tutta per vincere la sfida anche quest’anno», conclude Torricella. (p.c.)
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