L’Europa di Vannacci: «Senza più censure, neanche per il Papa»

In 200 nella sala della Provincia, fuori la mini-contestazione Pompilio: «Un dibattito stimolante, il boicottaggio è fallito»
CHIETI. «A Bruxelles con lo spirito di cambiare questa Europa che non ci piace»: nella sala della Provincia per presentare i suoi libri, il generale Roberto Vannacci spinge la sua candidatura alle Europee. Senza mancare un passaggio sulla recente uscita di Papa Francesco sui gay nei seminari che tanto ha fatto discutere: «Vorrei un’Europa più libera dove nessuno debba aver paura di esprimere idee e opinioni, non ci siano argomenti tabù. Dove neanche il Papa debba temere di esprimere quello che pensa perché rischia di essere bacchettato da minoranze che si sentono offese». Per l’Europa che gli piacerebbe Vannacci, candidato nella lista della Lega, assicura di «combattere fino all’ultimo sangue sugli scranni di Bruxelles e Strasburgo». Il generale invoca un’Europa «più identitaria perché volenti o nolenti siamo europei. Non voglio rinunciare a quelle che sono le mie tradizioni, le mie radici, la mia famiglia e quello che i nostri nonni e i nostri padri hanno fatto per noi. Un’Europa anche più ricca perché ci vuole la ricchezza per essere ambientalisti, per dare diritti a tutti: i diritti hanno un costo sociale ed economico, se non si hanno le risorse per mantenerli e offrirli rimangono lettera morta».
In circa duecento hanno gremito la sala della Provincia per quello che Serena Pompilio, avvocato e consigliere comunale di minoranza che ha promosso l’incontro moderato da Gino Di Tizio, definisce «un dibattito stimolante per comprendere il pensiero dell’autore sistematicamente travisato senza leggerne i libri, ma basandosi sulle strumentalizzazioni. Chieti ha dimostrato di essere contro la censura e contro il pensiero unico. Chi ha tentato di boicottare l’evento», stigmatizza Pompilio, «non c’è riuscito e ha dimostrato debolezza nel non accettare un contraddittorio sano e civile».
A contestare il generale, contro il quale in tanti si sono pronunciati, compreso il sindaco Diego Ferrara, in corso Marrucino c’erano il consigliere Pd Paride Paci e Alessandra Orlando dei Giovani democratici: i due all’esterno della Provincia hanno mostrato il cartello: «Ricapitolando: disabili nei ghetti, gay tutti malati e donne a casa con gli stracci. Vannacci, tu sai in che classe stai? In quella dei pagliacci».
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