L’ex compagno pentito per la coltellata

28 Settembre 2016

Il giudice non convalida l’arresto ma Leuci resta in carcere. Il difensore: «È provato per quanto ha fatto, ma era fuori di sè»

VASTO. Resta in carcere Francesco Leuci, 54 anni, l’ex finanziere che domenica ha ferito con un coltello l’ex compagna, Michela Potenza. Il gip Antonella Di Carlo non ha convalidato l’arresto mancando la flagranza del reato ma contestualmente ha applicato la custodia cautelare in carcere per l’indagato per la sua pericolosità, rimettendo gli atti al gip di Vasto. Il suo legale, l’avvocato Alessandro Margiotta, ha chiesto i domiciliari e intende richiedere una consulenza psichiatrica. «Il mio assistito ha risposto a tutte le domande del giudice. L’interrogatorio è stato breve, non è durato più di venti minuti. Leuci è molto provato ed è pentito del gesto compiuto», afferma il penalista.

Leuci domenica scorsa, ha aggredito la sua ex compagna in piazza Rossetti con un coltello. La donna ferita ad un polmone è viva per miracolo. Poche ore dopo Leuci si è costituito ai carabinieri di Caramanico Terme, la località in cui aveva appena seguito una cura termale. «Il mio cliente è una persona portatrice di una patologia depressiva», afferma l’avvocato Margiotta. «È un ex appartenente alle forze dell’ordine e quindi si è subito reso conto della gravità del gesto compiuto. Ma è stato il gesto irrazionale di un uomo fuori di sè». Secondo il legale non è vero che in passato l’uomo sia stato violento nei confronti di Michela Potenza. «Quella di domenica è stata la prima brutta pagina della loro storia». La versione della vittima è completamente diversa e a confermare il menage burrascoso ci sono diverse richieste di aiuto presentate a un legale di Vasto e al centro Donnattiva. Le richieste di aiuto sarebbero almeno quattro ma poi la donna perdonava sempre Leuci e ai medici del Pronto soccorso che la medicavano parlava di cadute accidentali. «Una volta mi ha rotto tre costole e l’ho perdonato. Questa volta non lo perdono. Voleva uccidermi», dice Michela Potenza.

I medici hanno sciolto la prognosi: guarirà in 20 giorni ma accusa ancora forti dolori. Ieri mattina è stata sottoposta a una Tac e fortunatamente il decorso post operatorio è positivo. I medici hanno confermato che solo per miracolo il coltello non le ha leso la pleura, La difesa però esclude la premeditazione e sostiene che quello impugnato da Leuci in un momento di rabbia era un coltellino multiuso con una piccola lama. Il coltello purtroppo non è stato trovato dai carabinieri che indagano sull’aggressione: è probabile che sia stato gettato nel porto di Punta Penna. Fondamentale saranno le testimonianze della sorella di Michela Potenza, di un motociclista che passava in piazza Rossetti e ha visto la donna accasciarsi in un lago di sangue.

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