L’ex De Giorgio in vetrina per gli investitori

Approvata in consiglio la delibera per l’inserimento dell’immobile nel progetto del Demanio
LANCIANO . È stata approvata dalla maggioranza in consiglio comunale (contraria la minoranza) la delibera per l’inserimento dell’ex De Giorgio nel progetto “Cammini e Percorsi” proposto dall’agenzia del demanio, per dare un futuro ad un edificio che pare abbandonato. Il progetto è una sorta di vetrina di livello europeo che mette in mostra l’edificio di pregio in modo che possa attirare possibili acquirenti o gestori visto che il Comune, da solo, non potrebbe recuperarlo. Il De Giorgio, però, resta anche nel piano delle alienazioni comunali: si vende al prezzo di 2.200.000 euro. Insomma una doppia via per poter ridare vita a un immobile che nei piani dell’amministrazione Pupillo doveva diventare un albergo del pellegrino, un ampio hotel a basso costo che manca in città. «Abbiamo anche fatto un bando in project financing», dice il sindaco Mario Pupillo, «per trasformare il De Giorgio in struttura ricettiva, un hotel da 114 posti letto e aree dedicate all’accoglienza dei pellegrini, ma è andato deserto. Forse il costo, circa 6 milioni di euro, era impegnativo. Subito dopo abbiamo aderito al progetto dell’agenzia del demanio che ha analizzato 120 immobili regionali di interesse e li ha divisi in tre fasce. Il De Giorgio è stato inserito nella seconda, quella per la valorizzazione turistico-ricettiva e culturale. È stato inserito nel progetto “Cammini e Percorsi” perché è lungo i cammini religiosi, quello di San Tommaso e i percorsi delle ciclovie e della via verde. Ora sarà presentato a privati, banche, società che possano riqualificarlo e gestirlo per un periodo che va da 6 a 50 anni. Si potrà rescindere l’accordo senza sanzioni. È una opportunità in più rispetto alla vendita, che resta». Scettica l’opposizione sia sul piano formale, legislativo di approvazione delle delibere che su quello del contenuto. «L’idea di un albergo del pellegrino è condivisibile», dice la consigliera Graziella Di Campli (FI), «ma in questi 7 anni potevano creare le basi per cui l’immobile potesse diventare appetibile». «L’ex De Giorgio è un edificio cruciale», chiude Tonia Paolucci (Libertà in Azione) «per la città e va inserito in una pianificazione ampia. Si rischia diventi l’ennesima cattedrale nel deserto». (t.d.r.)
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