L’ex Lega Costantini verso l’assessorato

CHIETI. Il consigliere comunale Diego Costantini nega subito: «Non è questo il momento di parlare di assessorati. Se sarà», dice, «non è certo ora». Costantini non nega, però, il suo rientro...
CHIETI. Il consigliere comunale Diego Costantini nega subito: «Non è questo il momento di parlare di assessorati. Se sarà», dice, «non è certo ora». Costantini non nega, però, il suo rientro ufficiale in maggioranza. Coerente, d’altronde, con quanto successo finora, visto che lui non ha mai votato no alla vendita della farmacia. Si è solo astenuto. Astensione che gli è costata cara, visto che i vertici del suo partito lo hanno sbattuto fuori dalla Lega dall’oggi al domani. Costantini si è poi comportato di conseguenza, ma non è mai arrivato a votare contro la maggioranza. È lui dunque il 17° voto che serve alla maggioranza per andare avanti in consiglio. Per questo motivo è stato invitato all’incontro di maggioranza di martedì sera in cui ha chiarito la sua posizione. L’incontro si è svolto in un clima sereno e allegro, visto che si festeggiavano anche i 50 anni del sindaco Umberto Di Primio compiuti sabato scorso. I consiglieri comunali hanno messo una quota per regalargli un buono da spendere in un noto negozio di abbigliamento del centro storico. 10 euro a testa, compreso Costantini. Sul cui nome si fanno sempre più pressanti le voci di un assessorato. Magari al posto proprio dell’assessore della Lega, Alessandro Bevilacqua, che, con la cacciata di Costantini, è rimasto senza consiglieri comunali leghisti. Oppure, semplicemente, facendo spazio a un posto in più in giunta, senza aumentare la spesa complessiva per gli assessori e tagliando un po’ a tutti.
Nel pomeriggio di martedì al Comune si è svolto anche un incontro tecnico per cercare il modo di coprire il buco lasciato dalla mancata vendita della farmacia comunale. «Si è creato un disequilibrio di 1 milione e 300mila euro e ora dobbiamo capire come uscirne», dice il sindaco. «Ci sono sostanzialmente due strade: un piano di rientro che pesa solo sulla gestione dell’ente e non va a incidere sulle tasche dei cittadini aumentando le tasse; oppure il predissesto, vale a dire un programma di riequilibrio finanziario pluriennale che costerebbe molto alla cittadinanza. Noi stiamo cercando di evitare questa seconda strada. Abbiamo chiesto ai diversi settori comunali di tagliare tutto quello che si può. Staremo ora a vedere», conclude il sindaco, «se possiamo percorrere o meno la strada più indolore per la cittadinanza». (a.i.)

