L’ex parlamentare e la vecchia guardia: ripartiamo insieme

17 Gennaio 2020

CHIETI. L’incontro con la vecchia guardia della Lega, quella che in un primo momento aveva mal digerito la sua candidatura, e il vertice con le liste civiche, a partire da più vicine, come quella del...

CHIETI. L’incontro con la vecchia guardia della Lega, quella che in un primo momento aveva mal digerito la sua candidatura, e il vertice con le liste civiche, a partire da più vicine, come quella del sindaco Umberto Di Primio. Sono questi i primi passi che hanno inaugurato la strategia politica e la campagna elettorale del candidato sindaco della Lega Fabrizio Di Stefano. L’incontro con il partito c’è stato mercoledì al Grande Albergo Abruzzo. Quello con le liste civiche ci sarà la prossima settimana.
«Ho radunato la vecchia guardia della Lega perché credo sia giusto ripartire dagli esponenti storici del partito a Chieti», dice Di Stefano, «ho chiesto l’aiuto di tutti e ho trovato grande disponibilità». Sembrano superati, dunque, i mal di pancia della prima ora, dovuti anche a una mancanza di coinvolgimento, che ora c’è stato. Prossimo passo l’incontro con le civiche: «Inizierò col vedere la lista del sindaco», dice l’ex senatore, «sindaco che ho incontrato fin da quando ho saputo della candidatura. Mi sembrava giusto metterlo a parte di questa notizia, vista la sua posizione». Di Stefano non farà affidamento su una propria civica. La sua lista sarà quella della Lega. Per quanto riguarda le altre civiche, farà sicuramente affidamento sulla lista del sindaco e sulle altre che decideranno di seguirlo nell’avventura elettorale, da Ideabruzzo di Donato Marcotullio a Giustizia sociale di Bruno Di Paolo.
Intanto a sostegno di Di Stefano arriva il coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo: «La scelta della Lega non rappresenta né una fuga in avanti né l’imposizione di alcunché agli alleati. Deriva, viceversa, da una valutazione approfondita sulle qualità umane e politiche di Di Stefano che incarna la possibilità di aprire un nuovo positivo capitolo della storia politica della città e, al contempo, la legittima aspettativa della Lega di poter esprimere un proprio candidato in uno dei capoluoghi di provincia della regione che ha visto trionfare il partito alle ultime elezioni. Invocare oggi le primarie, è solo un esercizio retorico arcaico, una dinamica che, seppur valida, appartiene a logiche ormai desuete e che, tra l’altro, non è mai stata utilizzata dal centrodestra abruzzese nei capoluoghi di provincia andati al voto».