L’ex sindaco e la sparatoria «Intervenga la politica»

21 Aprile 2015

VASTO. Finita la convalescenza Faslia Fasli, il disoccupato ferito nella sparatoria di una settimana fa a San Salvo, rischia di finire anche lui in carcere come i fratelli Clirim ed Elvin Tafili e...

VASTO. Finita la convalescenza Faslia Fasli, il disoccupato ferito nella sparatoria di una settimana fa a San Salvo, rischia di finire anche lui in carcere come i fratelli Clirim ed Elvin Tafili e Lulzia Bimi. L’uomo, difeso dagli avvocati Monica Nanni e Luigi Stampone, venerdì scorso si è avvalso della facoltà di non rispondere. Prima delle dimissioni dall’ospedale, su consiglio dei legali, potrebbe decidere diversamente. I carabinieri proseguono nel massimo riserbo le indagini sulla inquietante vicenda e attendono i risultati dei Ris di Roma che stabiliranno se Clirim Tafili ha sparato o meno.

Intanto la vicenda ha scosso la politica locale. «Quello che è accaduto a San Salvo fa percepire il clima d’insicurezza che si vive in una città, soggetta ad un’escalation continua di fatti di cronaca nera che preoccupano i cittadini e non solo», annota l’ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese. «Mai si era arrivati a tanto: incendi di autovetture, furti di varia natura in pieno giorno, minacce a commercianti, spaccio di stupefacenti fino ad arrivare ai sequestri di persona e alle sparatorie per regolamenti di conti dentro i locali pubblici», elenca l’esponente di San Salvo Democratica. «Quello che è successo in questi ultimi giorni è di una gravità inaudita. Assistiamo a un crescendo continuo di criminalità che incide profondamente nel tessuto culturale, sociale, economico e produttivo della città. Le istituzioni non possono rimanere inermi e lasciare il compito di contrasto solo alle forze dell’ordine», ammonisce Marchese puntando il dito sull’assenza di politiche e iniziative. «San Salvo Democratica», ricorda Marchese, «ha espresso in più occasioni questa preoccupazione attraverso atti e proposte che l’amministrazione di centrodestra non ha voluto accogliere. Bisogna far funzionare l’ufficio per la sicurezza del cittadino, richiedere ai vari livelli una presenza maggiore e più numerosa delle forze dell’ordine in città. Dobbiamo insistere con la richiesta di elevare la nostra caserma dei carabinieri a tenenza». (p.c.)

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