L’ex sindaco: sì all’ospedale di area disagiata

Guardiagrele. Salvi striglia l’assessore regionale alla sanità: «Ha rinunciato al progetto, ci ripensi»
GUARDIAGRELE. L’ex sindaco di Guardiagrele Sandro Salvi scende in campo per sollecitare la Regione a prendere urgenti provvedimenti per l’ospedale. «Avevamo sperato e creduto», afferma Salvi, «che la nuova amministrazione regionale raccogliesse e portasse avanti le nostre aspettative in materia sanitaria, invece le ultime indiscrezioni parlano di un assessorato alla sanità che per il nostro nosocomio, ha rinunciato al progetto dell’ospedale di area disagiata, nonostante la proposta, nella passata legislatura, fosse stata sposata e portata avanti dall’attuale assessore Mauro Febbo. Ci avevamo sperato soprattutto perché in questo territorio si è votato per il cambiamento: i voti presi dalla Lega, anche a Guardiagrele, ne sono una testimonianza. Purtroppo, invece, assistiamo soltanto ad un appiattimento sulle posizioni dei precedenti piani di riordino della rete ospedaliera, non ultimo quello targato D' Alfonso-Paolucci del 2016, nel quale veniva confermata, con una nota scritta a caratteri minuscoli, quasi a volerla far passare inosservata, la trasformazione in Pta del nostro ospedale». L'ex primo cittadino guardiese evidenzia poi che a peggiorare la situazione sanitaria del territorio è arrivata la delibera di giunta regionale del 28 febbraio 2017. «Con questo provvedimento», prosegue Salvi, «i punti di erogazione di Bucchianico e Orsogna sono stati assegnati rispettivamente ai distretti di Chieti e Ortona, unitamente ai Comuni di Ari e Casalincontrada, che pure erano parte del distretto sanitario di base di Guardiagrele. Questo ridimensionamento territoriale ha inevitabilmente portato ad una riduzione dell’offerta sanitaria ed assistenziale». Salvi ricorda che all’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì sono state rese note tutte le necessità del territorio e le aspettative del Comitato per la Salute che si batte e continuerà a battersi per l'istituzione dell’ospedale di area disagiata, l’urgenza di bloccare gli atti che stanno depotenziando il Dsb di Guardiagrele, la necessità di avviare il progetto di ristrutturazione dei locali. «A tutt’oggi, per quanto riguarda la sanità, nel nostro territorio, assistiamo ad un immobilismo non giustificabile, nonostante il costante impegno dell’assessore Febbo. Non vorremmo», aggiunge Salvi, «che si ripetesse il precedente di un assessore alla sanità che in campagna elettorale garantì che l’ospedale sarebbe stato potenziato e poi, invece, lo chiuse definitivamente. Possiamo solo dire che continuiamo a sperare perché il cambiamento è possibile.
Giovanni Iannamico
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

