«L’ho respinto e costretto a fuggire»

Fossacesia. Il racconto della commessa del forno Susi, luogo dell’ultimo assalto
FOSSACESIA. «Non riesco a credere a quanto è accaduto: in 30 anni ho girato tutti i negozi della famiglia Susi, dislocati in vari punti e in diverse località del Frentano e mai si è registrato un furto o una rapina». Inizia così il racconto di Antonietta Di Battista, 59 anni, la dipendente del Forno Susi di Fossacesia, attività commerciale presa di mira la sera di venerdì scorso da due banditi, poi arrestati dai carabinieri. Uno è entrato nel panificio-pasticceria con una pistola finta, mentre l’altro faceva da palo, a bordo di una Fiat Punto. Ma i due non avevano fatto i conti con chi avrebbe mandato in fumo il loro piano. Grazie alla prontezza e forza di coraggio di Antonietta, il rapinatore, incappucciato, è stato costretto a desistere da quel tentativo e a fuggire a mani vuote.
«Il rapinatore», continua Di Battista, «è entrato nel panificio con il volto coperto. Non mi sono meravigliata, sono giorni freddi, quindi è giusto che uno si copra, ho pensato. Improvvisamente, però, dalla tasca dei pantaloni ha mostrato l’arma, indirizzandomela contro. Mi sono accorta subito che era finta, una pistola giocattolo. Il giovane, indicando la cassa, mi ha detto: “Dammi tutto, dammi tutto”, me lo ha ripetuto due volte. Ho agito d’istinto, e stringendo verso di me la cassa, ho risposto: “Dammi tutto?”. Non ho obbedito a ciò che mi comandava di fare. Mi sono ribellata, perché è giusto che ognuno si guadagni da vivere svolgendo un mestiere onesto, ma non rubando agli altri. In trent’anni alle dipendenze di questa famiglia che di me ha piena fiducia avendomi affidato anche la cassa, potevo consegnare il sudore dei sacrifici che si fanno? Quotidianamente cerco di dare il meglio di me, di fare sempre di più. Tra il bandito e me è iniziato un tira e molla, la cassa non poteva aprirsi perché l’ho disattivata, quindi il rapinatore doveva estrarla dalla fessura del plexiglas. Non riuscivo ad urlare, invocando “aiuto, aiuto”. I due clienti che aspettavano fuori non si saranno resi conto di nulla, perché non sono intervenuti».
Poi sono arrivati Angela, la figlia del proprietario, insieme al fidanzato, Alessandro, intenti a sistemare il nuovo negozio attiguo al punto vendita. «Un lieto fine, merito di Antonietta», dice Paolo Susi, il titolare del forno. «È stata brava», conclude Susi, «non si è fatta prendere dal panico. È una dipendente modello e noi le esprimiamo gratitudine».
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