L’impegno di Regione e Asl «Qui la gestione autonoma»
L’assessore Verì: il Renzetti resta presidio di primo livello, il nuovo edificio si farà Il manager Schael: voi con Vasto-Atessa e slegati da Chieti, distretti da potenziare
LANCIANO. «L’ospedale Renzetti è e resterà un presidio di primo livello, avrà delle vocazioni e sarà inserito in rete con altri ospedali. Il nuovo presidio si farà, dopo quelli di Avezzano e Vasto». «Vogliamo dare autonomia gestionale all’area Lanciano- Atessa-Vasto e slegarla da Chieti. Dobbiamo potenziare i distretti perché l’ospedale è la peggior risposta alle esigenze di salute dei cittadini». Sono l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, e il direttore generale della Asl Lanciano-Chieti-Vasto, Thomas Schael, a rispondere alle polemiche sorte nei giorni scorsi sul depotenziamento degli ospedali di Lanciano e Vasto con il taglio dei direttori sanitari di presidio, la mancanza di anestesisti, ma anche di gastroenterologi, otorini, urologici che sta mettendo in ginocchio il Renzetti e l’accentramento verso Chieti dei servizi, come quello del laboratorio unico. Lo hanno fatto nella Casa di conversazione, su invito dell’assessore regionale Nicola Campitelli, con il consigliere regionale della Lega, Emanuele Marcovecchio e il segretario cittadino, Fausto Memmo. «C’è troppa confusione», esordisce Campitelli, «e questo incontro serve per dire che gli ospedali di Lanciano e Vasto restano Dea di 1 livello. Stiamo lavorando per ridare importanza dopo anni all’area Lanciano-Vasto da sempre penalizzata in favore di Chieti».
L’ASSESSORE. A sentire l’assessore alla sanità, il Renzetti non teme declassamenti: «È e resterà Dea di 1 livello», dice Nicoletta Verì, «e ci attiveremo affinché verrà realizzata anche una rete con il territorio e gli altri ospedali. C’è da lavorare perché ci sono delle cose che non vanno. Stiamo individuando le vocazioni del presidio perché vogliamo evitare doppioni». Una vocazione potrebbe essere quella ortopedica, ma è anche vero che è il Dea di 1 livello a fissare le unità operative imprescindibili, tra cui Otorino e Urologia che a Lanciano sono servizi ambulatoriali che fanno la settimana corta per carenza di personale. «Abbiamo assunto 180 medici appena insediati», precisa l’assessore, «e ora potremo assumere altre 1.700 persone nelle 4 Asl». Tema caldo il nuovo ospedale. Il consiglio comunale di Lanciano ha approvato il progetto nel novembre 2016 - un monoblocco da 5 piani dove oggi ci sono l’eliporto e l’obitorio e l’uso dei palazzi storici per accogliere il distretto - ed è finito sul tavolo ministeriale, ma la Verì frena. «Dobbiamo ancora valutare dove e come farlo, se ci sono correzioni», precisa, «vedere gli accordi di programma col ministero ma si farà dopo quelli di Avezzano e Vasto». Verì parla anche di rete dell’emergenza urgenza da rivedere, di sanità virtuale, telemedicina, prevenzione, appropriatezza e fabbisogni reali di una popolazione sempre più anziana che sviluppa patologie croniche che poco hanno a che vedere con gli ospedali.
IL MANAGER. Di autonomia da Chieti, potenziamento dei distretti e coraggio parla il direttore della Asl. «Bisogna costruire la rete del sud, ridare autonomia gestionale agli ospedali di Lanciano, Vasto e Atessa rispetto all’area Chieti-Ortona», dice Schael, «e con il nuovo direttore sanitario di presidio unico, il manager Muraglia per la gestione degli anestesisti, avranno l’autonomia che finora non c’era. I tre presidi devono essere in rete perché da soli non possono soddisfare tutte le richieste di assistenza del territorio». Ma per il manager la vera carenza di Lanciano è l’assistenza polispecialistica territoriale. «Va rafforzata la logica del distretto perché ricorrere sempre all’ospedale è la peggiore risposta che si possa dare ai cittadini», chiude Schael che ricorda i 30 milioni di euro di debiti Asl da sanare, senza tagliare i servizi.
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