«L’impianto a biogas non è in sicurezza» Condanna a sei mesi

14 Marzo 2019

CUPELLO. L’impianto a biogas vicino alla discarica non era stato messo in sicurezza. M.C., 58 anni, di Torgiano (Perugia), rappresentante legale della Lucania Power srl, in qualità di amministratore...

CUPELLO. L’impianto a biogas vicino alla discarica non era stato messo in sicurezza. M.C., 58 anni, di Torgiano (Perugia), rappresentante legale della Lucania Power srl, in qualità di amministratore unico dell’azienda, è stato condannato dal tribunale di Vasto a sei mesi di reclusione e a 400 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali. L’imprenditore non avrebbe adempiuto agli obblighi derivanti dal contratto di fornitura stipulato con il consorzio intercomunale Civeta, omettendo la gestione dell’impianto di recupero energetico del biogas realizzato vicino alla discarica, “abbandonandolo”, si legge nel capo d’imputazione, “senza riconsegnarlo al consorzio Civeta e senza adottare le misure di sicurezza necessarie per evitare danni all’ambiente provocati dalla possibile fuoriuscita dei gas prodotti”. I fatti contestati risalgono a febbraio 2015. Il Civeta si è costituito parte civile e ha rappresentarlo è stato l’avvocato Fiorenzo Cieri.
Il provvedimento omesso da M.C. era stato disposto dal tribunale civile di Vasto ed emesso su istanza cautelare del consorzio Civeta. «Alla Lucania Power», spiega l’avvocato Cieri, «era stato ordinato di prendere tutte le misure di sicurezza nell’impianto a biogas a partire dal controllo e monitoraggio della quantità di biogas prodotto, del tasso di concentrazione dell’ossigeno e nonché del ripristino delle torce di sicurezza per la combustione del biogas. In ogni caso la società avrebbe dovuto eseguire tutti gli interventi necessari ad evitare l’accumulo di biogas nelle tubazioni e la dispersione del gas in aria, evitando quindi situazioni di pericolo, incendi o peggio, esplosioni». Ma così non fu. (p.c.)
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