«L’Imu non va usata per l’area industriale»

20 Aprile 2023

Atessa. Il sindaco Borrelli e la manutenzione della zona produttiva: la spesa non spetta al Comune

ATESSA. Spetta al Comune di Atessa provvedere alla manutenzione e sicurezza delle aree industriali? Sì per Mauro Febbo, capogruppo in consiglio regionale di FI, e Giuseppe Savini, presidente Arap. Di parere opposto è il sindaco Giulio Borrelli. Sul Centro, Febbo aveva detto: «Ricordo a Borrelli che l’Arap non percepisce tasse o contributi aggiuntivi dalle aziende bensì funge da “amministratore” dell’area industriale. Borrelli sarà ben consapevole che il suo Comune benefica del 30% dell’Imu dei capannoni industriali senza che abbia mai speso alcunché per la propria area industriale e per gli imprenditori insediati».
«L’Imu», precisa Borrelli, «è un’imposta che serve a coprire i bisogni del Comune. La normativa, relativamente ai fabbricati ad uso produttivo, dice che tre quarti vanno allo Stato e un quarto al Comune. Nel caso di Atessa», prosegue Borrelli, «nel 2022 dalla somma complessiva di 4.524.022 euro versata per i fabbricati a uso produttivo, la quota maggiore (3.250.388) è andata allo Stato. La quota residuale (1.273.634 euro) non è tutta da attribuirsi ai fabbricati a uso produttivo presenti nella zona industriale ma, anche, a quelli ubicati negli 11mila ettari del territorio comunale che è il più grande della Provincia».
Per Borrelli le necessarie risorse per la manutenzione delle aree industriali «non possono che ricadere sullo Stato, Regioni e Unione europea» anche perché «le finanze dei Comuni sono oramai blindate e già insufficienti ad assicurare le numerose attività istituzionali che le sono state trasferite nel corso degli anni senza garantire, però, anche il contestuale trasferimento di risorse economiche sufficienti e strutturali».
Con una parte della quota residuale Imu che entra nelle casse del Comune stiamo cercando di soddisfare anche le esigenze di quella parte di popolazione della Val di Sangro che per realizzare la zona industriale hanno ceduto parti notevoli del terreno e quote d’aria che oggi registrano episodi di inquinamento». Per Borrelli “l’argomento” area industriale della Val di Sangro deve travalicare i confini cittadini perché «in quella zona si produce la ricchezza non di Atessa ma di tutto l’Abruzzo».
Queste e altre considerazioni sono contenute in una segnalazione inviata da Borrelli al prefetto Mario Della Cioppa, dopo una richiesta di quest'ultimo, sulle criticità relative alla viabilità nell’agglomerato industriale della Val di Sangro. Borrelli, tra le altre cose, rivolge un «cortese e caloroso» appello al prefetto affinché «stigmatizzi il malcelato tentativo dell’Arap di scaricare gli oneri finanziari di “servizi essenziali” sul Comune di Atessa il quale non ha nessun titolo per intervenire su quelle aree sia perché la proprietà è di Arap sia perché vi è tenuta l’Arap per previsione della legge regionale e statutaria».
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