L’inchiesta blocca i pozzi neri del Buon Consiglio

CHIETI. Problemi seri al Buon Consiglio per le abitazioni non servite dalla rete fognaria. La società che si occupa di svuotare i pozzi neri delle case ha riferito che non può svolgere il servizio...
CHIETI. Problemi seri al Buon Consiglio per le abitazioni non servite dalla rete fognaria. La società che si occupa di svuotare i pozzi neri delle case ha riferito che non può svolgere il servizio non sapendo dove andare a smaltire i reflui, dopo il sequestro degli impianti di depurazione di San Martino. Diverse lamentele sono arrivate all’indirizzo dei due consiglieri comunali dei 5 stelle, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, che depositeranno domani un’interrogazione per chiedere di fare luce sulla vicenda. «Ci hanno riferito di una situazione molto difficile per questi residenti», spiega Argenio, «che già non hanno l’allaccio alla rete fognaria e per cui, proprio per questo motivo, il Comune garantisce due operazioni di spurgo all’anno. Se dovessero avere bisogno di altre operazioni di questo tipo se le devono pagare a proprie spese».
Secondo quanto riferito dai residenti ai consiglieri pentastellati, a parlare del problema del sequestro degli impianti di depurazione sarebbero stati i dipendenti della società che si occupa dello spurgo dei pozzi neri, facendo riferimento all’inchiesta per traffico di rifiuti e disastro ambientale scoppiata a dicembre che vede al centro il depuratore di San Martino, gestito dal consorzio di bonifica Centro, e l’impianto gemello privato della società Depuracque. I residenti che si sono rivolti all’Ufficio acquedotto per ora hanno ottenuto come risposta solo di fare un esposto alla Regione.

