L’inciviltà che distrugge le bici pubbliche

12 Agosto 2016

Lanciano. Verso il fallimento il progetto di bike sharing: dei 44 mezzi affidati alla città la metà è stata fatta a pezzi

LANCIANO. Prendi un servizio comunale, pubblico, un’idea di mobilità sostenibile, 44 biciclette elettriche a disposizione dei cittadini e poi distruggi tutto: servizio, idea e biciclette. È questa la breve storia, che non è arrivata a durare nemmeno tre anni, del servizio comunale Anxanum Bike Sharing, avviato sotto i migliori auspici nella primavera del 2013 e praticamente perito a colpi di inciviltà. Se da un lato la città si attrezza con piste ciclabili (è in fase di cantiere quella che sorgerà su via Del Mare e via Panoramica e da anni viene utilizzata da joggers e sportivi quella nel quartiere Santa Rita), si avviano regolamenti per zone a traffico limitato nei quartieri storici e si invoca a gran voce (dal 2005) la realizzazione della pista ciclopedonale della Costa dei trabocchi, sull’ex tracciato ferroviario dismesso da Ortona a Vasto, dall’altro un manipolo di cittadini lancianesi ha praticamente dimostrato con i fatti di non apprezzare le due ruote, soprattutto quelle comunali. Di scintillanti bici private, magari in fibra di carbonio e sistema marce di ultima generazione ne sono piene le strade, visto che la passione per mountain bike e bici da corsa ha attecchito moltissimo in città, ma per quanto riguarda le bici comunali il servizio non è mai veramente decollato.

Attualmente a Lanciano circolano meno di una dozzina di bici elettriche. Il resto è andato inesorabilmente distrutto, rovinato, divelto, e addirittura rubato visto che sono già due le bici sottratte da ignoti, l’ultima meno di un mese fa. Il furto ha probabilmente comportato spiccate doti di destrezza, visto che ogni bici è collegata a una chiave e a un codice, salvo poi scoprire che per ricaricare il motorino elettrico del veicolo è necessario un particolare tipo di caricatore. Ma tant’è.

Lanciano non è un paese per bici pubbliche, direbbero i fratelli Coen rimodulando il titolo di uno dei loro film di successo. «È una questione che voglio affrontare nel prossimo consiglio comunale», interviene l’assessore alle politiche ambientali, Davide Caporale, «la città ha purtroppo dimostrato di non essere matura abbastanza per questo tipo di servizio. Non facciamo in tempo a riparare una bici, con costi peraltro molto elevati, che altre ne vengono rotta». Il risultato di tanta inciviltà è che al momento la maggior parte delle 44 bici a pedalata assistita è talmente lesionata da non essere più riparabile. I danni sono stati fatti intenzionalmente, spregio o per abuso di utilizzo (ad esempio trasportare due o tre persone sullo stesso veicolo, ndc) sia alla struttura che al telaio. E al momento in bilancio non ci sono soldi da destinare ad ulteriori acquisti o riparazioni. Non è servito a molto nemmeno aumentare di 10 euro il prezzo dell’abbonamento annuale per l’utilizzo del servizio (passato da 20 a 30 euro, ndc): a Lanciano ci si lamenta per traffico e parcheggi, si strepita per il “governo ladro” e poi si distruggono le biciclette di tutti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA