L’Inps si trasferisce a Palazzo degli Studi

13 Dicembre 2015

La città non perde l’istituto previdenziale: l’ex liceo ospiterà gli uffici a un canone di 36mila euro

LANCIANO. Restano in città gli uffici Inps che da via Rosato si trasferiranno presto a Palazzo degli Studi. Il consiglio comunale ha deliberato a maggioranza il cambio di destinazione d’uso della struttura che, oltre ad avere finalità culturali e ricreative, potrà ospitare anche servizi e uffici. L’operazione è stata gestita dall’amministrazione comunale dopo l’allarme degli stessi dirigenti della sede locale dell’ente previdenziale di dover abbandonare gli uffici di via Rosato (vicino alle Poste) entro la fine dell’anno. «Abbiamo voluto portare in consiglio questa delibera per essere in linea con quanto previsto nell’accordo tra Consorzio universitario (che gestisce Palazzo degli Studi, ndc) e Inps», precisa il sindaco Mario Pupillo, «con l’adeguamento della destinazione d’uso potremo procedere all’affitto di un’ala dell’ex liceo all’ente». Manca solo il contratto di locazione per perfezionare l’accordo. L’Inps, che a Lanciano impiega 27 dipendenti, si impegna a pagare un canone di affitto di 36mila euro annui e di accollarsi i costi dei lavori di ristrutturazione per l’allestimento degli uffici, costi che saranno defalcati dalla prima quota di locazione. In tutto 800 metri quadri saranno occupati dai nuovi uffici, distribuiti tra il primo e il secondo piano, nell’ala sinistra della struttura.

Critica la minoranza: hanno votato contro Manlio D’Ortona, Graziella Di Campli, Errico D’Amico e Tonia Paolucci (Luciano Bisbano ha invece votata insieme alla maggioranza) contestando la perdita della finalità didattica per una struttura storica e da sempre destinata ad attività culturali e non di servizio e il fatto che un’altra sala di Palazzo degli Studi sarà ceduta alla Fondazione culturale onlus Maria Teresa Brasile. «Non siamo stati così solleciti con altre associazioni», hanno detto Di Campli e D’Ortona. «La gestione dell’ex liceo», ha replicato Pupillo, «ci costa 110mila euro annui, somma che è possibile mitigare con un canone locativo. La struttura non perderà alcuna delle sue funzioni culturali. Anzi, acquista valore concedendo servizi utili ai cittadini e assicurando un maggior movimento su corso Trento e Trieste. Quanto alla Fondazione Brasile, questa concessione è stata una sorta di risarcimento a seguito del brusco e brutale abbattimento della scuola materna sperimentale». (d.d.l.)

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