L’obitorio non è in regola: salma in un altro cimitero

Ortona. Il caso di una 68enne morta a Vasto e che la famiglia voleva riportare in città Il Comune dice no: spazi inadeguati. La Feniof: convenzionatevi con l’ospedale
ORTONA. Chiedono di riportare la compianta familiare all’obitorio comunale di Ortona visto che è deceduta all’ospedale di Vasto, ma il Comune di Ortona nega l’autorizzazione tanto che la salma viene poi trasportata in un altro obitorio, quello del camposanto di Orsogna. I fatti risalgono a un mese fa quando la donna, 68 anni, viene a mancare nel presidio sanitario vastese. Un dolore immenso per la famiglia che si attiva affinché la congiunta sia ospitata all’obitorio comunale per il periodo di osservazione. Ma questo evento luttuoso diventa un caso: da Ortona, infatti, non accordano il permesso all’istanza fatta dai parenti. «Questo perché il locale non è adatto», raccontano i familiari, «eppure ci sono delle disposizioni nazionali e regionali precise in merito». La legge regionale 41/2012 sostiene esplicitamente che «a richiesta di almeno uno dei componenti del nucleo familiare del defunto, la salma può essere trasportata per lo svolgimento del periodo di osservazione, dal luogo del decesso alla sala del commiato, all’obitorio o deposito di osservazione del Comune, allìabitazione propria dei familiari, alla casa funeraria». Ecco perché il cimitero dovrebbe prevedere un’area idonea a soddisfare le richieste dei parenti «e se questo non è possibile il Comune è chiamato a stabilire una convenzione con l’ospedale per rimediare alla mancanza», aggiungono i cari della deceduta, «ma ad Ortona non si è provveduto a fare nessuna delle due cose».
Esiste inoltre un regolamento comunale di polizia mortuaria che però «non è adeguato alle normative nazionali e regionali», sostengono. Alla fine è stata chiesta ospitalità al Comune di Orsogna, nel cui obitorio la compianta signora è stata accolta prima delle esequie. «Quanto accaduto lo riteniamo profondamente ingiusto», conclude la famiglia, «se questo è dipeso dal mancato adeguamento dell’obitorio, il Comune recepisca la normativa regionale». Da Palazzo di città, intanto, ci spiegano le proprie motivazioni: «Non abbiamo un obitorio adeguato e adibito all’accoglimento della salma nel periodo dell’osservazione. Stiamo cercando di trovare le soluzioni migliori per adattarci». E sul caso interviene anche il presidente regionale e consigliere nazionale della Federazione nazionale imprese onoranze funebri (Feniof), Fabrizio Campobassi: «È un fatto grave, il Comune di Ortona deve attrezzarsi per avere un obitorio in regola e se questo non avviene deve istituire una convenzione con l’ospedale affinché sia garantito ai familiari dei defunti un diritto concesso dalla legge».
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