L’oliva Intosso diventa presidio Slow Food

12 Ottobre 2016

Casoli, il frutto che nasce ai piedi della Maiella entra tra le produzioni italiane da salvaguardare

CASOLI. Con il presidio Olive Intosso Piano Laroma anche Casoli è entrata nella rete dei presìdi di Slow Food Italia. L’accordo di collaborazione è stato approvato nei giorni scorsi. La “rete” si propone di salvaguardare produzioni tradizionali di qualità a rischio di estinzione, realizzate da piccoli produttori in Italia e nel mondo. I presìdi sono, ad oggi, oltre 450 in tutto il mondo. L’“Intosso” è un’oliva tradizionale di Casoli, di forma ellittica e di dimensione media e peso tra i 3-4 grammi. Parte del raccolto è trasformata in un olio monovarietale fruttato, verde intenso, dal gusto potente, con l’amaro e il piccante in armonia, mai invadenti, e note di pepe verde, noce fresca e, in alcuni casi, foglia di pomodoro. Si tratta di una produzione di nicchia che solo nella zona ristretta ai piedi della Maiella, nell’altopiano Piano Laroma nei comuni di Casoli e Palombaro, riesce a sfruttare al massimo le condizioni microclimatiche e del terreno. L’altopiano si estende su 600 ettari con circa 120.000 piante di cui 40.000 di Intosso su 150 ettari. Un ruolo importante nella produzione dell’oliva Intosso è svolto dalla cooperativa l’Olivicola Casolana, situata ai piedi della Maiella, nei comuni di Casoli e Palombaro, su un territorio storicamente adatto alla coltura degli ulivi. La cooperativa è stata fondata nel 1971 da quaranta soci e ha iniziato a produrre le olive verdi in salamoia “varietà Intosso”.

«Con il passare degli anni», afferma Giovanni Giangiulio, presidente della cooperativa, «l’Olivicola si è dovuta riconvertire anche per la forte concorrenza della Spagna e della Grecia e nel 1986 ha costruito un frantoio sociale; i soci, che sono aumentati fino a 140, conferiscono oltre alla già menzionata varietà Intosso, anche la Gentile di Chieti, il Leccino e altre varietà autoctone. Quest’anno, nonostante l’annata piovosa e l’attacco della mosca, l’olio estratto è ottimo con acidità che va dallo 0,15 allo 0,20, fruttato medio con profumo di erba fresca, carciofo e leggero sentore di pomodoro, è un prodotto molto armonico». Quest’anno, l’Olivicola Casolana, con l’Intosso lavorato verde in salamoia, si è aggiudicata la Gran Menzione alla qualità nel concorso nazionale “Monna Oliva” per le migliori olive da tavola lavorate con metodo sivigliano.

Matteo Del Nobile

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