L’ombra della mafia nel Chietino: il prefetto dà lo stop a 5 aziende

Della Cioppa firma le interdittive nei confronti di società con sedi ad Atessa, Vasto e San Salvo: «Sono emersi collegamenti con la criminalità organizzata foggiana, sanseverese e garganica»
CHIETI. Il prefetto Mario Della Cioppa dà lo stop a cinque aziende del Chietino in odore di mafia. Le interdittive sono state firmate dalla massima autorità di governo sul territorio dopo che sono emersi collegamenti tra le imprese in questione, con sedi ad Atessa, Vasto e San Salvo, e la criminalità organizzata foggiana, sanseverese e garganica. I provvedimenti sono scattati a seguito dell’«imponente» analisi sul territorio provinciale da parte della task force che si è insediata in prefettura lo scorso gennaio ed è composta dai referenti di polizia di Stato, Arma dei carabinieri e guardia di finanza. Alle società colpite dalla misura è proibito di avere rapporti con la pubblica amministrazione, perché la legge prevede che venga bloccata «parzialmente l’attività quando sussiste, anche solo potenzialmente, il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata».
ATESSA
Tra le aziende a cui è stata notificata l’interdittiva c’è la P.t. Matic di Atessa, «attiva nel settore della commercializzazione di prodotti lattiero caseari, già recentemente destinataria del sequestro preventivo della totalità delle quote sociali nell’ambito di indagini afferenti a reati di usura oltre alle condanne definitive, e misure di prevenzione personale emesse da tribunali fuori regione, riportate da alcuni soci della stessa società per bancarotta fraudolenta con dichiarazione contestuale di inabilitazione all’esercizio di impresa commerciale e incapacità di esercitare uffici direttivi in qualsiasi impresa per 10 anni, nonché per tentata truffa, sostituzione di persona e falsa dichiarazione sulla identità propria, oltre a falso in atto pubblico». Peraltro, uno dei soggetti collegati alla P.t. Matic «risulta destinatario, insieme al fratello e ad altri sodali, di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Foggia nel dicembre 2019» per avere gli indagati, tra le altre cose, «promosso un’associazione per delinquere con lo scopo di costituire numerose società finalizzate a giustificare passaggi di denaro di provenienza illecita ed emettere fatture utili a fini fiscali. I soggetti coinvolti in queste operazioni societarie presentano, dunque, profili di elevato spessore criminale, in quanto collegati con la Società foggiana, associazione di stampo mafioso responsabile di numerosi reati di criminalità organizzata».
VASTO
Lo stop è arrivato anche per la Dg Service di Vasto, che si occupa di «commercio al dettaglio e all’ingrosso di autovetture e autoveicoli leggeri, i cui soci presentano un articolato e rilevante quadro di precedenti penali e di polizia, nonché risultano strettamente connessi a associazioni delinquenziali, operative anche fuori regione, come dimostra la vicinanza e le relazioni personali intrecciate con appartenenti a gruppi criminali pugliesi».
SAN SALVO
L’interdittiva è stata emessa anche nei confronti di due società di San Salvo: la Tafili montaggi e la Tafili costruzione, «che si occupano del montaggio di capannoni a uso industriale e di lavori di edilizia in generale». Le aziende fanno capo a due fratelli albanesi «condannati alla reclusione per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di droga, oltre alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti in concorso, e destinatari di interdizione perpetua dai pubblici uffici; senza considerare i precedenti penali e di polizia connessi anche alla violazione delle disposizioni sul controllo delle armi, detenzione e porto illegale delle stesse, dai quali emerge un profilo criminale di spessore di entrambi gli interessati, ulteriormente risaltato dalla comprovata vicinanza a soggetti appartenenti a gruppi criminali pugliesi».
NUOVI CONTROLLI
È finita nel mirino anche l’azienda agricola Cursio. In questo caso, la prefettura ha rilevato «collegamenti con soggetti gravitanti attorno a gruppi malavitosi del Gargano, già coinvolti in operazioni antimafia condotte in provincia di Foggia e che hanno colpito elementi di spicco della criminalità sanseverese e garganica, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere armata di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, omicidi ed estorsione, e aventi comunque un ruolo di rilievo in quanto segmento di raccordo tra diverse organizzazioni mafiose attive nella provincia di Foggia (Società foggiana, criminalità organizzata sanseverese e mafia garganica)». «L’azione della task force», fanno sapere dalla prefettura, «non può dirsi conclusa, in quanto il gruppo di lavoro proseguirà nelle proprie attività, in sinergia e con occhio vigile alla ricerca di altre situazioni degne di approfondimento».
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