L’opposizione: con Pupillo la città è ridotta in macerie

Bilancio della minoranza dopo 10 anni di centrosinistra: «È tutto da rifondare» Il centrodestra cerca l’unità in vista delle elezioni comunali dell’anno prossimo
LANCIANO. «In dieci anni la città ridotta in macerie dall’assenza di programmazione e progettualità». È un «avviso di sfratto alla giunta Pupillo» quello dei consiglieri comunali di minoranza che tracciano un bilancio, impietoso, dei due mandati dell’amministrazione di centrosinistra.
Fra otto mesi si torna alle urne e il centrodestra cittadino, liste civiche comprese, si mostra compatto (unico assente, per motivi di lavoro, Errico D’Amico). Prove di unità in vista delle elezioni comunali 2021?
«Non sono certo iniziate adesso», è la replica secca. Certo è che resta aperto il nodo del candidato sindaco. «Ci sono tanti centravanti», scherza Paolo Bomba (Fratelli d’Italia), uno degli aspiranti alla poltrona. Ma oggi l’attenzione della minoranza va al bilancio dei dieci anni di amministrazione guidata dal sindaco Mario Pupillo e giunta quasi al capolinea.
«A sentir loro va tutto bene», esordisce Graziella Di Campli (Forza Italia), «in realtà scontiamo dieci anni di assenza totale di programmazione e progettualità. Hanno gestito l’ordinaria amministrazione, e lo hanno fatto pure male. Si pensi al settore sociale, ad esempio, dove hanno cancellato tutto quello che di buono era stato fatto dalla precedente amministrazione di centrodestra: le colonie estive, il centro di aggregazione anziani, gli asili nido ridotti da tre a due. E adesso li aspettiamo al varco sui lavori per adeguare le scuole alle norme anti-Covid: controlleremo che sia tutto in regola».
«Lanciano va rifondata, ma è compito arduo farlo sulle macerie», afferma Bomba, «sulle opere pubbliche sono state fatte spesso scelte fallimentari. Resta una ferita aperta la ciclabile di via Del Mare, che ha messo in ginocchio un quartiere. O l’ex ippodromo Villa delle Rose che andava riqualificato, ma senza cancellare il campo sportivo. Per non parlare delle contrade, vessate per anni con la tassazione Imu sui terreni edificabili e ora illuse con un bando per il declassamento di queste aree, che sarà applicabile solo in pochissimi casi».
Nell’elenco di quello che non va ci sono anche gli impianti sportivi «dove», dice Antonio Di Naccio (Lega), «abbiamo documentato gravi carenze di manutenzione». Altro tema “caldo” è la sicurezza urbana. «Dopo 10 anni il sindaco Pupillo ha preso coscienza della deriva sociale della città, ma non sono seguite azioni», attacca Tonia Paolucci (Libertà in Azione), «le 42 telecamere della videosorveglianza non funzionano, quando succede qualcosa le forze dell’ordine devono rivolgersi ai privati. La polizia municipale, che dovrebbe essere la prima arma nel controllo del territorio, è ridotta a 17 agenti, con l’unico obiettivo di fare attività sanzionatoria». In chiusura Gabriele Di Bucchianico (Fratelli d’Italia) pone l’accento sulla «questione morale tanto sbandierata, che culmina con un bando ad personam per il direttore generale di EcoLan, dove a vincere è l’unico partecipante che per di più aveva lo stesso ruolo per cui è stato fatto il bando. È inaccettabile che la politica entri a gamba tesa nelle società pubbliche».

