L’opposizione: Della Penna deve dimettersi

I consiglieri di minoranza chiedono un passo indietro dell’assessore alle Finanze: giunta incompetente
CHIETI. L'opposizione chiede la testa dell’assessore alle finanze Tiziana Della Penna. «Alla luce di quanto accaduto, sarebbero opportune e necessarie le dimissioni dell’assessore, come un segnale di responsabilità nei confronti della città». L’arrivo del commissario ad acta per l’approvazione del conto consuntivo non poteva che riaccendere la polemica politica. I gruppi di opposizione, che in massa avevano chiesto al prefetto di inviare un commissario, ora accusano l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara di incompetenza e superficialità conclamata». La denuncia al prefetto c’era stata la scorsa settimana, a firmarla erano stati tutti i consiglieri di minoranza: Serena Pompilio (Azione Politica), Mario De Lio (Udc), Bruno Di Iorio (Di Iorio Sindaco), Giampiero Riccardo (Chieti Viva), Maurizio Costa (Forza Chieti), Carla Di Biase, Roberto Miscia, Giuseppe Giampietro (FdI) e Mario Colantonio, Liberato Aceto, Fabrizio Di Stefano, Emma Letta (Lega). «La non approvazione del rendiconto costituisce un fatto grave in quanto esso è lo strumento fondamentale per la vita della città. Malgrado diverse sollecitazioni nessuno dell’amministrazione ha sentito il dovere di comunicare alla città come stanno realmente le cose riguardo a un bilancio che evidentemente presenta diverse criticità. Ora arriverà un commissario prefettizio per verificare tutti quegli adempimenti tecnici contabili che questa amministrazione non è stata in grado di fare, nonostante la nomina di un assessore esterno al bilancio che appare evanescente su tutta la problematica». Quanto accaduto è, per le opposizioni, la conferma delle accuse rivolte da tempo alla maggioranza: «Mal governo, paralisi amministrativa, amministrazione lenta e superficiale che sarà ricordata per aver scritto con questo commissariamento una delle pagine più brutte e buie dell’ultimo decennio di governo cittadino. Questa amministrazione salta al primo grande banco di prova: il bilancio consuntivo, il primo dell'era Ferrara. Non sono in grado di trovare la quadra e certificare ciò che essi stessi hanno fatto, evidenziando come loro, per primi, non credono al proprio operato». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

