L’opposizione: «Il centrodestra ha fallito»

20 Febbraio 2018

M5S e Pd vanno all’attacco: il sindaco non può scaricare su altri le responsabilità del suo governo

CHIETI. Dal Movimento 5 Stelle al Pd, opposizioni all’attacco sui conti del Comune.
«La colpa della crisi economico-finanziaria è dei cittadini che non pagano le tasse, come dice Di Primio? Per noi dei 5 Stelle assolutamente no. E il tentativo di addossare la colpa sui Teatini, ci sembra l’ennesimo goffo escamotage del sindaco per non accollarsi responsabilità che ormai nessuno può nascondere». I consiglieri del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo commentano in questo modo il rischio predissesto che salta fuori da un verbale dei revisori dei conti. «La verità è ben altra», prosegue Argenio, «e le responsabilità di Di Primio che amministra Chieti da ormai 8 anni sono tali e tante da essere ormai ingombranti. Alcuni esempi: questo sindaco ha sottoscritto un accordo milionario con la società Formula Ambiente per la raccolta differenziata che di fatto ha comportato un sensibile aumento della Tari a carico dei cittadini con un contestuale aumento delle difficoltà di pagamento. A nostro avviso il Comune non doveva riconoscere alcunché a Formula Ambiente poiché il capitolato d’appalto e il successivo contratto non prevedevano oneri ulteriori a carico dell’ente. Quindi o il contratto era stato redatto da persone poco capaci o è stata poco avveduta l’amministrazione».
«C’è anche la cronica incapacità di attrarre finanziamenti e di programmare interventi mirati», aggiunge D’Arcangelo, «basti pensare ai 700mila euro che il Comune non è riuscito a farsi accreditare per il lavori di manutenzione degli asili nido». I 5 Stelle a settembre avevano chiesto un Commissione d’inchiesta per fare chiarezza, che però non è stata mai riunita.
Per il democratico Alessandro Marzoli, candidato alla Camera, «Chieti va spedita verso la bancarotta e bisogna che i cittadini si preparino ad affrontarne le conseguenze: una probabile adesione alle procedure di predissesto economico con aumento delle tasse al massimo e taglio dei servizi. Il sindaco Di Primio in questi anni ha sempre preferito ignorare i campanelli di allarme, le denunce e le richieste di una inversione di rotta dell’opposizione. Si è continuato ad elaborare terapie cervellotiche e stratagemmi finalizzati esclusivamente a tamponare le difficoltà addossando ogni volta ad altri la propria responsabilità. Ora la stroncatura arriva formalmente da parte del collegio dei revisori dei conti senza lasciare spazio a dubbi».