L’opposizione: «In dissesto per 200mila euro»
In consiglio ok ai debiti fuori bilancio: «La giunta vuole far crescere a dismisura il passivo»
GUARDIAGRELE. «Guardiagrele in dissesto per 200mila euro e per i debiti della giunta Di Prinzio»: lo afferma il gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” al termine del consiglio chiamato a deliberare su 24 debiti fuori bilancio. «La discussione», sottolinea il gruppo di centrosinistra, «ha evidenziato ancora una volta che la giunta del sindaco Donatello Di Prinzio prima ha dichiarato il dissesto per motivare il suo immobilismo e poi ha ricercato argomenti per giustificare la decisione. Basti dire», continua la minoranza, «che l’assessore alle finanze Pierluigi Dell’Arciprete, prima ha fatto le sue dichiarazioni e poi è stato immediatamente smentito dal responsabile finanziario. Siamo molto preoccupati di fronte a quello che vediamo. Bastano un paio di esempi: il consiglio ha votato il riconoscimento di debiti che erano coperti, come gli oltre 100mila euro per il servizio di pubblica illuminazione, per il quale le somme erano state stanziate da fine 2020, ma la giunta non ha pagato. Ci domandiamo il perché e la risposta che ci diamo è che si voleva arrivare proprio al punto di aggiungerlo sul presunto dissesto». L’opposizione ricorda poi la situazione eclatante delle 9 sentenze del giudice di pace su ricorsi contro l’uso delle apparecchiature per fare le multe, costate oltre 90mila euro di noleggio in un anno e mezzo. «Il Comune in alcuni casi è stato condannato perché nessuno si è presentato in giudizio per difendere l’ente e in altri perché l’uso delle apparecchiature è illegittimo».
“Guardiagrele il bene in comune” sostiene quindi che la maggioranza vuole far crescere a più non posso il passivo per giustificare la scelta del dissesto. «La delibera del consiglio votata dalla maggioranza», conclude il gruppo di opposizione, «dimostra che il 90% del passivo del dissesto è dovuto a crediti sorti dopo le elezioni del 2020 e sopratutto che, a fronte di un passivo di quasi due milioni di euro, c’è un attivo di quasi 1,8 milioni di euro: quindi si è mandato il Comune in malora per 200mila euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

