L’opposizione lascia la seduta e protesta: le cifre non sono vere

23 Aprile 2021

Lega, Fratelli d’Italia e Udc abbandonano l’aula virtuale No anche dal gruppo di Di Iorio: non diamo credito al buio

CHIETI. Sia gli otto consiglieri che hanno sostenuto l’ex candidato sindaco Fabrizio Di Stefano (Lega, FdI e Udc) che i tre del gruppo di Bruno Di Iorio hanno votato contrariamente alla revoca della gestione dei nidi a Chieti Solidale e, seppure per ragioni diverse, si sono astenute sul piano di riequilibrio. Solo sugli aumenti Imu si sono divisi: contrario il gruppo Di Stefano, non ha partecipato al voto il gruppo Di Iorio. Sul piano di riequilibrio i consiglieri del gruppo Di Iorio si sono astenuti, mentre Lega, FdI e Udc hanno abbandonato l’aula al momento del voto. In entrambi i casi c’è stata una mancanza di condivisione del Piano, ma il gruppo Di Stefano non l’ha condiviso a monte, partendo dalla contrarietà sulla scelta del predissesto, mentre il gruppo Di Iorio ha condiviso il predissesto, ma non il piano di riequilibrio. Giampiero Riccardo (Italia viva) motiva così questa posizione: «Abbiamo votato favorevolmente la delibera che avviava il predissesto, ma non vogliamo continuare a dare altro credito al buio». Il piano, ha aggiunto Maurizio Costa (Forza Chieti), «non è stato condiviso con noi consiglieri e, nel merito, non contiene idee e progetti per risollevare la città ma solo aumenti». Di Iorio, Costa e Riccardo sarebbero stati pronti a votare favorevolmente anche la delibera sugli asili, su cui avevano presentato un emendamento chiedendo di tutelare le fasce più deboli, emendamento che è stato poi bocciato e ha provocato il voto contrario. Molto più netta, invece, la posizione di contrarietà del gruppo Di Stefano per cui non c’erano i presupposti per avviare l’iter di predissesto. «La massa passiva di 78 milioni di euro è solo in parte un debito, perché è costituita anche da accantonamenti ed è in parte legata al contenzioso», ha detto la capogruppo FdI Carla Di Biase che ha sollevato dubbi anche alla transazioni con i grandi creditori, «transazioni che non sono supportate da documenti scritti». Su questo piano è intervenuto il capogruppo Udc Mario De Lio: «Senza atti scritti sulle transazioni, il piano poteva risultare non veritiero». (a.i.)
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