L’opposizione: tagli al sociale Il sindaco replica: non è vero
CHIETI. Consiglio comunale infuocato sulla gestione dei conti dell’ente. Ad accendere la polemica è l’ex assessore Carla Di Biase (FdI) che attacca parlando di tagli al sociale e spese aumentate per...
CHIETI. Consiglio comunale infuocato sulla gestione dei conti dell’ente. Ad accendere la polemica è l’ex assessore Carla Di Biase (FdI) che attacca parlando di tagli al sociale e spese aumentate per lo staff e stipendi. I toni si surriscaldano, il presidente del Consiglio Luigi Febo per ben due volte le toglie la parola ordinando di spegnere il suo microfono, suscitando anche rimostranze di chi invocava misure più severe. Di Biase prima si scusa ripetutamente e poi ritorna ad attaccare come in precedenza. Febo tira dritto e decide di ammettere solo interventi nel merito della delibera. Di fronte alla baraonda telematica, prende la parola anche il sindaco Diego Ferrara che richiama l’assise «ad atteggiamenti più consoni». Ma risponde anche nel merito: «A chi in questi giorni ha preferito portare avanti attacchi personali anziché il dibattito politico, voglio ricordare che per legge lo staff del sindaco è a carattere fiduciario», dice e poi torna a rivendicare il «cambiamento attuato da questa amministrazione». A scatenare l’attacco dell’ex assessore è stata la pregiudiziale – poi rigettata dalla maggioranza – presentata dall’opposizione su una variazione di bilancio. Nella pregiudiziale si chiedeva di ritirare la variazione perché i consiglieri non erano stati messi in grado di prendere decisioni riguardo alle varie voci della variazione. La pregiudiziale parlava di espressamente di «tagli» al sociale e di «aumento delle spese» per diversi settori come la segreteria generale. A questo riguardo è stato tirato in ballo «l’aumento dello stipendio di giunta, consiglio e staff» che ha surriscaldato gli animi dei consiglieri. La delibera è stata approvata poi dalla maggioranza che, a più voci, ha rigettato le accuse sia dei tagli al sociale che delle maggiori spese per il personale. Ma, terminati i lavori, i consiglieri leghisti Fabrizio Di Stefano, Mario Colantonio, Liberato Aceto ed Emma Letta, sono tornati sulla polemica: «È paradossale», hanno detto, «iniziare una legislatura con un atto che taglia al sociale e aumenta le spese per le indennità della stessa giunta e per il personale, in virtù delle assunzioni nello staff». (a.i.)

