L’oro di Orsogna resta un mistero

29 Gennaio 2016

L’inchiesta verrà archiviata? La Procura di Chieti attende ancora le disposizioni da parte del giudice

ORSOGNA. E' ancora in sospeso la vicenda giudiziaria del caso finito alla ribalta nazionale come "oro di Orsogna". La Procura di Chieti attende le disposizioni del giudice per le indagini preliminari per l’archiviazione definitiva del caso o per il rinvio degli atti nuovamente alla Procura. La storia, che ha amareggiato la comunità orsognese, riguarda la vendita, da parte del parroco della chiesa di San Nicola, don Mario Persoglio, dell'oro votivo di San Rocco. Monili, bracciali, collane, medagliette, anelli erano stati venduti ad un compro oro di Francavilla, per l'ammontare di 18mila euro da utilizzare per il rifacimento del tetto della chiesa.

La vendita, all'oscuro di tutti a parte un paio di fedelissimi del parroco e il vescovo Bruno Forte che però ha dichiarato di aver dato solo un parere "verbale" sull'opportunità di quel gesto, è stata accolta dai parrocchiani e in generale dai cittadini di Orsogna come un'offesa difficile da accettare e da dimenticare.

Anche perchè di quegli ori votivi venduti si è venuto a sapere solo a cose fatte, proprio nel corso dell'annuale processione e festa in onore del santo che per l'occasione non solo non era più adornato di tutti gli storici preziosi accumulati negli anni, ma addirittura indossava semplice bigiotteria. L'eco della vicenda che ha suscitato una vera e propria sollevazione popolare, è arrivata perfino oltreoceano, con la reazione indignata di centinaia di emigranti che pure avevano contribuito alle offerte votive di San Rocco.

Perfino la Santa Sede, grazie all'interessamento del comitato spontaneo di cittadini sorto per recuperare l'oro del santo, è stata investita del problema. Per la giustizia terrena è stato invece il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ad aprire un fascicolo sull'ex parroco iscritto nel registro degli indagati. Il pm aveva dato seguito ad un esposto inoltrato alla procura teatina da parte di alcuni cittadini che chiedevano che venisse fatta luce sulla vicenda e di conoscere l'ammontare esatto di tutti gli ori votivi affidati al santo. Il sospetto infatti, oltre alla vendita ormai avvenuta di alcuni degli oggetti preziosi, è che siano andati perduti nel tempo anche numerosi altri ori, alcuni di alto valore storico e della tradizione orafa abruzzese. Intanto il prete da qualche tempo ha lasciato la parrocchia di San Nicola, per sopraggiunti limiti di età. Al suo posto è stato nominato don Giuseppe Liberatoscioli.