L’orto dei bimbi sull’area confiscata alla criminalità

13 Dicembre 2015

Cerimonia di consegna al Comune che trasformerà il terreno in lotti coltivabili Il procuratore antimafia Roberti: «È un patrimonio restituito alla collettività»

LANCIANO. I bambini della materna di Villa Andreoli potranno piantare zucchine e lattuga e gustare poi quello che la terra, confiscata alla criminalità e ora destinata a fini sociali, produrrà. Il Comune destinerà alla scuola uno dei dieci orti urbani che saranno ricavati sul terreno di Villa Andreoli confiscato un anno fa dalla Procura e che da ieri è concretamente nella mani dell’amministrazione comunale. Si tratta di un appezzamento di 760 metri quadrati, dotato di pozzo e sul quale sorge un casolare di 200 metri quadrati, del valore complessivo di 125mila euro, sequestrato a una persona condannata per concussione.

«È una giornata storica per Lanciano», dice emozionato il sindaco Mario Pupillo, «è il frutto di un lavoro iniziato un anno fa con Procura e Tribunale. Ricordo la chiamata del procuratore Francesco Menditto che mi chiedeva se ci potevamo incontrare per discutere di un terreno che poteva essere concesso alla città. Da lì è iniziato un percorso, ovviamente fatto anche di burocrazia, che ha visto un passaggio in consiglio comunale a febbraio e che si conclude oggi (ieri per chi legge, ndc) con la consegna ufficiale». Il terreno ospiterà orti che potranno essere coltivati dai cittadini dietro il pagamento di un piccolo canone, un uso sociale come previsto dalla legislazione antimafia.

«Saranno dieci orti, uno è stato già assegnato alla scuola materna e gli altri saranno messi a bando a breve», spiega Pupillo, «abbiamo scelto di puntare sugli orti perché sono punto di aggregazione e socializzazione. Saranno il simbolo della presenza dello Stato e della legalità». Per quanto riguarda il casolare, l’idea è di assegnarlo alle famiglie in difficoltà. La consegna è avvenuta al termine del convegno, tenuto nella sala Paone della Bper,con il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, Davide Pati dell’associazione Libera, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, il procuratore Menditto, il presidente del tribunale Maria Gilda Brindesi, quello dell’Ordine degli avvocati Silvana Vassalli e gli studenti delle scuole superiori della città.

«Il sequestro dei beni della mafia è un’azione importante perché patrimoni ingenti vengono restituiti alla collettività», dice Roberti, «il contrasto alla criminalità deve impegnare tutti, magistrati, politici, istituzioni e cittadini». «Abbiamo un ingente patrimonio confiscato alla mafia», aggiunge Postiglione, «fatto di case, auto di lusso e persino di animali esotici come tigri e leopardi. Bisogna accelerare nell’assegnazione». «Il nostro territorio è ancora un baluardo di legalità», si è rivolta ai ragazzi la Vassalli, «a voi il compito di preservarlo mantenendo i principi di legalità e solidarietà». (t.d.r.)

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