L’ospedale di comunità di Casoli verrà ampliato

7 Febbraio 2016

CASOLI. Ha raggiunto e appena superato il traguardo delle 100 prese in carico l’ospedale di comunità aperto all’interno del Consalvi nel settembre scorso. La struttura destinata a pazienti affetti da...

CASOLI. Ha raggiunto e appena superato il traguardo delle 100 prese in carico l’ospedale di comunità aperto all’interno del Consalvi nel settembre scorso. La struttura destinata a pazienti affetti da patologie cronico-degenerative che non necessitano del ricovero ospedaliero per acuti, ma al tempo stesso non possono stare in casa, con 10 posti letto, lavora a pieno regime.

Ha accolto finora 102 degenti, persone soprattutto dell’area dell’Aventino. La durata della degenza è generalmente di 10/12 giorni e non supera comunque i 20.

«I 102 pazienti già ricoverati»commenta il sindaco di Casoli Sergio De Luca «e le loro famiglie, hanno manifestato piena soddisfazione per la struttura e il servizio in quanto hanno usufruito di un ricovero non consentito in altre strutture ospedaliere della provincia e che riduce anche i disagi, negli spostamenti, dei familiari che concorrono ad assistere il paziente». Un lavoro importante quello dell’ospedale di comunità perchè oltre a dare un’assistenza qualificata, gestita da un infermiere, un operatore socio sanitario e un ausiliario, mentre la parte sanitaria, invece, è affidata ai medici di medicina generale, della continuità assistenziale, del punto di primo intervento e degli specialisti del presidio, allevia il carico di “lavoro” dei famigliari che assistono spesso in casa, da soli, il malato.

«Ma soprattutto giova agli stessi pazienti» rimarca De Luca «perché sono gestiti meglio con la collaborazione dei medici di medicina generale e perché vivono senza l’ossessione delle dimissioni che solitamente c’è negli ospedali per acuti». Effetti positivi anche sul personale per il sindaco che ha maggiore entusiasmo per questa rinascita.

La Asl, visti i riscontri positivi che l’ospedale sta ottenendo pensa già ad un potenziamento delle attività svolte, dei posti letto, degli specialisti e anche all’apertura della residenza anziani con 20 posti letto. (t.d.r.)