«L’ospedale escluso dalla riorganizzazione»
Atessa. Testa e Pellegrini contro il sindaco Borrelli: «Ci ha presi in giro con il presidio di area disagiata»
ATESSA. La versione definitiva del piano regionale della riorganizzazione della rete ospedaliera, pubblicata ieri dal Centro, fa entrare in fibrillazione la politica atessana perché, nel piano, mappe alla mano, l’ospedale di Atessa sembra essere «non pervenuto». Stessa sorte tocca a quello di Guardiagrele. In coda alla lista degli ospedale rimangono due ospedale di “Zona particolarmente disagiata”: Penne e Castel di Sangro.
Ieri, ad Atessa, letto il giornale, la domanda è stata una sola: «E le promesse sul San Camillo?». «Ci aspettiamo, vista ormai l’ufficialità degli atti in materia sanitaria, una presa di posizione seria da parte dell’amministrazione comunale che, a nostro avviso, ha definitivamente fallito la propria mission per il tanto acclamato salvataggio del San Camillo De Lellis», afferma il coordinatore cittadino di Fi, Gilberto Testa. «A fine gennaio», si legge in una nota del parrito, «a ridosso della campagna elettorale per le politiche, che grazie ai voti determinanti di Atessa, ha visto eletto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, fu sollevato un grosso polverone mediatico dal sindaco Giulio Borrelli e da tutta l’amministrazione comunale, divulgando con grande entusiasmo, l’ottimo risultato ottenuto a vantaggio del San Camillo, classificato “a chiacchiere” come ospedale di area disagiata, tanto da spingerci come gruppo di Forza Italia, con i nostri referenti regionali, a indire una conferenza stampa per spiegare che quel polverone mediatico era solo un bluff. E ciò che avevamo detto si è verificato».
Vincenzo Pellegrini, capogruppo in consiglio comunale di LiberAtessa, sull’argomento afferma: «Era il 4 agosto dell’anno scorso quando il neosindaco di Atessa annunciava la grande scoperta per salvare l’ospedale dal destino disegnato dalla giunta regionale D’Alfonso di essere riconvertito in una struttura per anziani. Insieme alla proposta di creare un ospedale di zona disagiata, Borrelli annunciava un imminente incontro con il ministro della Salute. Sono trascorsi 10 mesi e l’incontro non si è mai fatto. Poi ha annunciato, dopo l’assunzione di una delibera farlocca della giunta regionale: «È fatta! Atessa ha l’ospedale di zona disagiata», accompagnando l’annuncio, all’interno dell’ospedale, con bottiglie di spumante. Borrelli la deve smettere di raccontare le favole con un governo regionale dove il suo movimento fa parte integrante con consiglieri e assessori: non solo non è riuscito a far restare quello che era presente, ma ha fatto chiudere definitivamente l’ospedale».
Matteo Del Nobile
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