«L’ospedale pronto tra 5 anni e mezzo»

10 Luglio 2018

D’Alfonso presenta la delibera che dà l’ok alla gara per la struttura sanitaria da 500 posti letto in mano al privato per 25 anni

CHIETI. Quasi 500 posti letto, 1.309 parcheggi, quattro corpi di fabbrica da ristrutturare, due da costruire interamente, dieci da demolire e 22.700 metri quadrati di viabilità esterna da risistemare. Il tutto in 5 anni e mezzo a partire da subito, al costo di 285 milioni di euro.
Sono questi i numeri del nuovo ospedale teatino secondo il project financing presentato dal raggruppamento di imprese che fa capo alla Maltauro, progetto che ieri ha avuto il via libera della Regione con l’approvazione della delibera di fattibilità dell’opera. Da questo momento la Asl, guidata dal dg Pasquale Flacco e dal direttore amministrativo Tiziana Petrella, ha 60 giorni per fare la gara d’appalto (agosto permettendo). E poi ci saranno 66 mesi per portare a compimento l’opera. Ciò significa che in 68 mesi, vale a dire 5 anni e mezzo, Chieti avrà il suo nuovo ospedale. Che per 25 anni e mezzo verrà gestito dal privato. «È un grande progetto. Di difficile realizzazione», ha detto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, «ma noi non dobbiamo lavorare solo per le cose semplici. Dobbiamo portare a termine anche quelle difficili. Proprio per questo, la formula del project da noi utilizzata farà da riferimento per altri processi simili». La delibera di ieri mette fine, dunque, all’istruttoria e avvia le procedure per mettere a gara il progetto. L’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha insistito proprio sul passaggio della messa a gara del project: «Per 48 mesi siamo stati bombardati dalla disinformazione, sembrava quasi che non ci fosse una gara, che invece c’è, ed è europea, sebbene il gruppo che ha proposto il project abbia un diritto di prelazione».
DENUNCE E «ASINAGGINE». « Su questo progetto hanno scritto di tutto», ha detto D’Alfonso, «ma il 49% di ciò che è stato detto ha riguardato degli analfabeti del diritto amministrativo». Il presidente si è riferito, in particolar modo al pressing del Movimento 5 Stelle (che ha fatto aprire una procedura di osservazione da parte dell’Anac) e alle denunce del consigliere regionale forzista Mauro Febbo, che ha appena annunciato l’ennesimo esposto in Procura contro la delibera firmata ieri. «C’è stato un safari di denunce», ha continuato D’Alfonso. «L’Anac è stata adita troppe volte. L’Anac va vissuta come un soggetto di controllo cooperativo. Non come l’estrema ratio della propria asinaggine».
LA STORIA DEL PROJECT. La proposta di finanza è stata presentata per la prima volta nell’aprile del 2014. Nel tempo, però, è stata modificata, anche a causa di cambiamenti normativi. La modifica più grande è quella relativa al costo: circa 600 milioni di euro nella prima stesura, 285 nell’ultima. «C’è stata una riduzione di circa il 55% dei costi di intervento», ha sottolineato Paolucci. Dai mille posti auto iniziali, si è passati a 1.309. Per quanto riguarda il canone relativo ai servizi, dai circa 50 milioni di euro previsti nel 2014, si è passati a 9 e mezzo. La durata della concessione è stata limitata dai 30 anni iniziali ai 25 anni e mezzo attuali. I tempi di realizzazione sono di 66 mesi, ma laddove si dovesse sforare è previsto il pagamento di una multa. La dichiarazione di interesse pubblico dell’opera c’è tutta a partire dai problemi strutturali dell’ospedale, pensato negli anni ’60, realizzato negli anni ’90 e costruito con cemento impoverito in due interi corpi di fabbrica, il C e F. «Il presidio di Chieti e l’istruttoria che abbiamo portato a termine», ha concluso Paolucci, «verranno presentati con un evento a carattere nazionale, perché credo che rappresenti uno dei migliori esempi dell’utilizzo del project financing per l’edilizia sanitaria».
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