L’ospedale Renzetti? Cade a pezzi

Rotture, abrasioni del pavimento in vinil-amianto, caldo. Smargiassi (M5s) porta il caso in Regione
LANCIANO. Le rotture e le abrasioni del pavimento in vinil- amianto della palazzina centrale dell’ospedale coperte con scotch e nastri medicali. Mattonelle sconnesse in chirurgia (rattoppate poi alla buona ieri pomeriggio) e camere dell’unità caldissime perché prive di condizionatore. Un paio di stanze in cardiologia con la muffa. Sotterranei dove passano cibo, pazienti e defunti da sistemare. Un ascensore nuovo esterno da costruire ma con lavori fermi da mesi perché, scavando, si è trovata una fogna, uno scarico del presidio. Così si continua ad usare nella palazzina che comprende pronto soccorso, radiologia, cardiologia, chirurgia e sale operatorie l’unico ascensore presente che trasporta quindi pazienti, vitto, coperte sporche e pulite e morti. Sono alcuni dei problemi del Renzetti denunciati da tempo dal Nursing Up-sindacato degli infermieri- che finiranno sul tavolo della V commissione sanità della Regione.
Ci finiranno assieme al “caso” dell’osservazione multidisciplinare da poco inaugurata con medici che lavorano in regime di straordinario, e l’otorino chiuso, grazie al consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5s). Il consigliere ha raccolto le denunce del sindacato e ieri ha effettuato una vista dell’ospedale. «Quello che ho visto, assieme alla direttrice sanitaria Marzia Mucci mi ha sorpreso in negativo”» dice Smargiassi, «soprattutto la questione amianto perché ci sono 630.000 euro di fondi stanziati per i lavori, che si fanno seguendo criteri precisi tra cui l’isolamento totale della zona di lavoro, che vogliamo capire dove sono. Lo chiederemo visto che le mattonelle si continuano a rattoppare alla buona, con lo scotch, con i pazienti presenti e il personale che continua a respirare polveri nocive». Stesso scotch notato anche al pronto soccorso dove sono in corso i lavori per la nuova ala. «Sarà inaugurata il 1° agosto, mi hanno detto», riprende Smargiassi «me lo auguro per i pazienti. Ad ogni modo c’è la nuova osservazione multidisciplinare a cui l’unità si appoggia che è esteticamente molto bella, ma ha poco personale. Ci sono i medici che ci lavorano in regime di straordinario, non sono fissi, dell’unità». Poi c’è il caso dell’ascensore. E’ l’unico e serve cardiologia, gastroenterologia, chirurgia, urologia, sale operatorie, camminamento di collegamento palazzine, radiologia, ortopedia, seminterrato. Essendo l’unico trasporta pazienti (i cui letti vi entrano a fatica tanto che l’infermiere o l’ausiliario deve sedersi sul letto per chiudere la porta) cibo, lenzuola e, purtroppo, defunti. «Un nuovo ascensore era previsto», dice Smargiassi, «ma al suo posto c’è solo un grosso buco coperto da una tavola di legno. I lavori sono fermi perché scavando hanno trovato una fogna aperta dell’ospedale. Ma non si poteva fare una indagine prima di fare i lavori e sprecare soldi? Tutti problemi, in primis i lavori per la bonifica dell’amianto, che porterò in commissione perché voglio dall’assessore regionale Silvio Paolucci risposte chiare in merito». Paolucci che ha annunciato da tempo circa 10 milioni di euro di investimenti sull’ospedale.
Teresa Di Rocco

