L’ospedale va in aula Borrelli: la Regione ci ridia i servizi tolti

23 Maggio 2020

ATESSA. Su richiesta del sindaco Giulio Borrelli, è stato convocato per mercoledì prossimo, alle 17, un consiglio comunale straordinario con un unico punto all'ordine del giorno: la mozione del...

ATESSA. Su richiesta del sindaco Giulio Borrelli, è stato convocato per mercoledì prossimo, alle 17, un consiglio comunale straordinario con un unico punto all'ordine del giorno: la mozione del sindaco stesso. Nell’istanza Borrelli chiede due cose alla Regione: di intervenire sulla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti per riavere immediatamente i servizi del distretto sanitario di base e i reparti e servizi ospedalieri trasferiti altrove; di garantire, nell’ambito delle proprie funzioni programmatorie, il futuro ospedaliero che spetta al San Camillo de Lellis. Nel consiglio comunale Borrelli ribadirà i due punti della sua proposta che trovano fondamento nel decreto “Rilancio Italia”, in modo particolare l'articolo due, nel quale sono previsti investimenti per 55 miliardi di euro per l’assistenza territoriale. Primo: trasformare il San Camillo in un ospedale Covid a tutti gli effetti con Rianimazione e Terapia intensiva (una realtà straordinaria per un’emergenza epidemiologica), e Sub-intensiva, nonché personale medico e infermieristico specializzato. Secondo: l’ospedale Covid è previsto che conviva, nella stessa struttura, con unità e reparti ospedalieri anche non Covid. Separazione, quindi, tra Covid e no-Covid rendendola strutturale e assicurando la ristrutturazione del pronto soccorso. Cioè si avrebbe una realtà ospedaliera a tutti gli effetti con radiologia, analisi, medicina ospedaliera e area chirurgica.
Borrelli lamenta lo smantellamento in 48 ore dell'ospedale di Atessa per trasformarlo in ospedale Covid e del distretto sanitario di base, trasferito a Casoli «situazione che sta creando pesanti disagi alla popolazione di un intero comprensorio». Non solo questo, ma, sottolinea il sindaco di Atessa: «La Asl, diversamente da quanto deliberato, ha impiantato un ospedale Covid per paucisintomatici senza attivare la terapia intensiva e oggi abbiamo un ospedale che non è Covid e non è un ospedale. Ciò che è successo nel San Camillo è uno sconcio al quale bisogna riparare».
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