L’ospizio Sant’Onofrio sarà solo un ricordo

Il sindaco Lapenna fa chiudere la struttura. L’opposizione: colpa della giunta, può essere salvata
VASTO. Venti giorni di tempo per portare a termine le attività amministrative e gestionali e il trasferimento degli anziani in altre strutture entro dieci giorni. Sono i termini concessi dall’ordinanza firmata dal sindaco Luciano Lapenna che, sulla scorta delle «carenze strutturali, organizzative e sanitarie che pregiudicano la possibilità di proseguire le attività di assistenza», dispone la chiusura della Casa di riposo Sant’Onofrio, scatenando polemiche e rimpalli di responsabilità.
Il provvedimento è stato adottato in seguito alle ispezioni dei Nas di Pescara, dei sanitari del dipartimento di prevenzione della Asl e del comando provinciale dei vigili del fuoco che hanno rilevato criticità sul piano strutturale, sanitario e della sicurezza, tali da richiedere interventi che il Comune, benché proprietario dell’immobile concesso in comodato d’uso gratuito per 99 anni all’ex Ipab, sostiene di non riuscire a garantire con proprie risorse economiche. Nell’ ordinanza si fa espressamente riferimento anche ad un sollecito inoltrato in Regione lo scorso mese di febbraio «per richiedere nuovamente un intervento economico per la definitiva sistemazione della Casa di riposo, ma la nota è rimasta priva di riscontro».
Passaggi che hanno scatenato la reazione delle minoranze. «La responsabilità di quanto sta accadendo è tutta dell’amministrazione comunale e della sua maggioranza», tuonano Etelwardo Sigismondi, Massimo Desiati, Andrea Bischia, Nicola Del Prete e Davide D’Alessandro, «fu l’opposizione a lanciare l’allarme circa l’inderogabile necessità di intervenire subito per evitare la chiusura del Sant’Onofrio ed indicammo anche dove reperire i fondi per colmare le lacune strutturali. Nel settembre 2014, presentammo un emendamento al programma triennale dei lavori pubblici per la manutenzione straordinaria e messa a norma della Casa di riposo, per un importo di 300mila euro, ma la proposta fu bocciata dalla maggioranza perché, ci fu detto, sarebbe intervenuta la Regione e in aula il sindaco s’inalberò persino nei confronti di chi, fin da allora, metteva in dubbio tale eventualità». I cinque consiglieri invitano l’amministrazione, in occasione del consiglio comunale di domani, di «provvedere ad emendare il bilancio di previsione per reperire l’importo necessario per eseguire i lavori sulla struttura, cercando di recuperare il tempo perso e accogliere, almeno ora, la proposta che avanzammo circa 10 mesi fa».
L’ordinanza viene contestata anche dai legali degli operatori che lavorano nella struttura. «Quindici persone resteranno senza lavoro, di loro non si preoccupa nessuno?», commenta l’avvocato Angela Pennetta, che rileva anche alcune incongruenze. »Nel provvedimento del sindaco si legge che la struttura ospita 9 anziani, non è vero: nella Casa di riposo ci sono attualmente 48 ospiti», rimarca il legale. (a.b.)
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