L’ostensorio torna visibile con il gesto d’amore di Serra

16 Febbraio 2016

ATESSA. È stata inaugurata domenica, nella cattedrale di San Leucio, la teca nella quale saranno custoditi ed esposti l’ostensorio quattrocentesco di Nicola da Guardiagrele, una riproduzione degli...

ATESSA. È stata inaugurata domenica, nella cattedrale di San Leucio, la teca nella quale saranno custoditi ed esposti l’ostensorio quattrocentesco di Nicola da Guardiagrele, una riproduzione degli affreschi del XIII secolo, finora “nascosti” dal coro ligneo, la statua d’argento a mezzo busto di san Leucio (fusa a Roma nel 1731 e rimaneggiata nel 1857) e la costola di un animale preistorico, reminiscenza delle fabulose origini di Atessa: un enorme drago, ucciso da Leucio, divideva i due borghi Ate e Tixa esigendo olocausti umani. La realizzazione della teca, con vetro antiproiettile e protetta da un sistema di allarme e videocamere, è stata possibile grazie alla generosità di un benefattore atessano, Piergiorgio Serra, funzionario della Regione in pensione. L’ideaprogetto è dell’architetto, nonché sindaco, Nicola Cicchitti, che ha lavorato gratuitamente. All’inaugurazione hanno partecipato il parroco don Loreto Grossi, don Cassio Menna, vicario dell’arcidiocesi Chieti-Vasto, e il direttore del Polo museale dell’Abruzzo, Lucia Arbace, oltre al primo cittadino e al benefattore Serra.

L’ostensorio quattrocentesco, custodito per anni in banca e che ora torna ad essere ammirato dai fedeli, fu realizzato dal famoso scultore Nicola da Guardiagrele ed è uno dei capolavori del maestro guardiese e di tutta l’arte orafa sacra in Abruzzo. La sua altezza è di poco inferiore ai 50 centimetri. Su una base (capitello fogliato) si stacca una micro-architettura esagonale con sei edicole raffiguranti i quattro evangelisti, la Vergine e l’arcangelo Gabriele. Anche la sovrastante teca, sorretta da un capitello con grandi foglie, è esagonale; le sei aperture sono decorate e traforate, ricalcando lo stile veneziano. Sul tempietto, sormontato da otto figure di angeli, si trova san Michele Arcangelo con la spada sguainata. Cicchitti ha ringraziato il benefattore Serra della sua filantropia «anche perché», ha detto il sindaco, «questi tesori così esposti potranno essere ammirati dagli atessani ed essere un polo di attrazione per i turisti».

Matteo Del Nobile

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