L’ultima lite domenica sera a Francavilla

18 Giugno 2019

Incontro nella sede di Forza Italia, ma la pace salta. E Febbo risponde: «Non cado in provocazioni»

CHIETI. L’ultimo tentativo per trovare l’accordo è andato in scena domenica sera, a Francavilla, nella sede di Forza Italia. A poche ore dal consiglio comunale sul bilancio, il sindaco Umberto Di Primio ha incontrato i rappresentati dei partiti di centrodestra: per Forza Italia, c’erano il senatore e coordinatore regionale Nazario Pagano, quello provinciale Daniele D’Amario e l’assessore regionale Mauro Febbo, punto di riferimento dei 5 consiglieri comunali dissidenti; per la Lega, il commissario provinciale Palmerino Mammarella e il suo vice Peppino Tagliente; per Fratelli d’Italia, il coordinatore regionale Etel Sigismondi e quello provinciale Antonio Tavani. Ma l’incontro per fare pace si è trasformato nell’ennesima lite tra Di Primio e Febbo. «Se qualcuno pensava di farmi cambiare idea con il ricatto della domenica sera, è meglio che cambia città», ha detto Di Primio nell’ultimo passaggio della sua conferenza stampa. «Non siamo abituati a rispondere alle provocazioni e agli attacchi personali», è la replica di Febbo. «Quelle di Forza Italia sono richieste legittime. Le dimissioni del sindaco? Non è la prima volta che le presenta... Mi auguro che, in questi 20 giorni, si abbassino i toni e ci sia l’opportunità di ragionare in serenità». Aggiunge Marco D’Ingiullo, capogruppo in consiglio comunale dei forzisti: «Se uno o più consiglieri non possono ottenere risposte a dei propri indirizzi di carattere politico-amministrativo, allora è meglio lasciar perdere. Ricoprire la carica di consigliere in maniera virtuale non è nel nostro stile. Riguardo al discorso delle grandi opere, siamo convinti che le stesse non andranno perse. Comunque dal nostro gruppo ci sarà piena disponibilità e pieno appoggio, qualora ci fosse un confronto aperto e costruttivo, magari utilizzando toni meno offensivi. Il nostro sostegno è stato sempre leale e incondizionato». Mario De Lio (Udc) spiega: «Non mi sono presentato in aula perché non sono arrivate le relazioni sulla Tari che ci avevano promesso». La Lega, invece, si schiera dalla parte di Di Primio: «Non si può condividere l’atteggiamento ostruzionistico di un partito di maggioranza, ne tantomeno i capricci di altri esponenti che siedono negli scranni del centrodestra». Anche per Fratelli d’Italia «è necessario che la crisi amministrativa in Comune si risolva in tempi brevi». (g.let.)