L’ultima parte del Corso ora torna a doppio senso

L’idea dell’amministrazione Pupillo per decongestionare il traffico in centro Verna: i sensori monitorano il dissesto, non ci sono rischi alla riapertura
LANCIANO. La parte bassa di corso Trento e Trieste sarà riaperta al passaggio delle auto su doppio senso di marcia. È questa la novità dal punto di vista della pianificazione del traffico nel centro cittadino che arriva dopo alcuni mesi di monitoraggio del sottosuolo. Il destino della parte finale del Corso, nell’ultima porzione di strada che si affaccia su piazza Plebiscito, era cambiato il 16 agosto 2018, quando sotto i locali commerciali del complesso conosciuto come ex Modernissimo, si era aperta una vera e propria voragine. Il crollo, che avrebbe potuto portare conseguenze ben più gravi, è stato contenuto con una serie di interventi straordinari attraverso il riempimento della voragine con decine di metri cubi di ghiaia e pietrisco, carotaggi ispettivi, realizzazione di una soletta in cemento e inserimento di una serie di sensori nel sottosuolo e sulle facciate dei palazzi per monitorare i movimenti sotterranei e superficiali della zona tra il Corso e piazza Plebiscito. Proprio per la presenza dei sensori si fa sempre più spazio nelle intenzioni dell’amministrazione Pupillo l’idea di riaprire il tratto.
Da oltre un anno il traffico è infatti “ingabbiato” per il divieto di transito e di sosta da piazza Plebiscito a via Salita della Posta. Una situazione che ha di fatto spaccato in due la città. E ad appesantire il traffico in centro c’è anche la chiusura del tratto, nella parte alta del Corso, tra la vecchia stazione ferroviaria e i viali delle Rose. Il risultato è che tutto il flusso dei mezzi pesanti e non si riversa su via Dalmazia e via De Crecchio che spesso si congestionano con lunghe code soprattutto negli orari di punta.
«I dati dei sensori non sono ancora ufficiali», commenta il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, «ma proprio perché c’è un sistema elettronico computerizzato che monitora notte e giorno la situazione nella parte bassa del Corso, stiamo pensando che nelle prossime settimane quella zona potrà essere riaperta al traffico veicolare su i due sensi di marcia. I sensori ci danno anche la possibilità di intervenire immediatamente in caso venissero rilevate delle criticità. Ovviamente ogni decisione andrà presa dai tecnici, siano essi facenti parte del tavolo tecnico costituito assieme all’università dell’Aquila, oppure dalla stessa dirigente di settore. La volontà politica è quella di riaprire per decongestionare una parte della città e razionalizzare la viabilità, ma mi rimetterò ai tecnici. Pensiamo anche ai commercianti che subiscono da mesi una viabilità anomala. In questi ultimi mesi», conclude Verna, «abbiamo fatto delle attente valutazioni. Il monitoraggio funziona non solo a far capire cosa succede nel sottosuolo, ma anche a tenere sotto controllo strada e palazzi. Oggi, rispetto a qualche mese fa possiamo provare a spingere sulla riapertura».
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