L’ultimo saluto a Matteo: «Eri un ragazzo speciale»

24 Gennaio 2021

Lacrime e dolore per salutare il 18enne morto dopo la lite in casa con il fratello Palloncini bianchi all’uscita della bara dalla chiesa. La mamma accusa un malore

MIGLIANICO . Soffia un vento fortissimo a Miglianico nel giorno dell’addio a Matteo Giansalvo, il diciottenne morto martedì all’ospedale di Pescara per il colpo in testa sferrato dal fratello Giuseppe al culmine di una lite scoppiata in casa domenica scorsa. Una tempesta che da una settimana sferza la tranquillità del paese della Val di Foro. Palloncini bianchi, lacrime e dolore accompagnano l’ultimo saluto al giovane, con la chiesa di San Rocco piena - nei limiti del possibile per il rispetto delle normative anti Covid - di coetanei del ragazzo.
Sono le dieci quando la bara bianca fa il suo ingresso in chiesa, seguita dai familiari di Matteo. Mamma Gina Primavera ha il volto segnato dal dramma che l’ha colpita. A lei il parroco don Gilberto Ruzzi rivolge un pensiero particolare in questo momento così difficile. Ci si interroga sul perché succedano queste cose, ma per don Gilberto non si tratta di una tragedia o di una disgrazia, nè di una fatalità o un caso. «È la manifestazione di quanto siamo precari», sostiene il parroco.
Ci sono poche parole per commentare l’accaduto. Qualcuna ne spende Valentina D’Ettorre, la cognata di Matteo, leggendo una lettera al termine della cerimonia funebre. «Ci vorrà molto tempo per superare il lutto», dice, «soprattutto quando a volare in cielo sono persone speciali. E tu caro Matteo, sei molto speciale. Ti vorrei dire tante cose e una lettera non basterebbe. Vorrei rivivere i bei momenti trascorsi insieme». E poi ne ricorda qualcuno. «Sai Matteo, tu sei e sarai molto importante per me. Ti volevo ringraziare per tutto quello che abbiamo fatto insieme. Mi manchi tantissimo, ti voglio un mondo di bene». Subito dopo a parlare è Cristina Yaremchuk, un’ amica del diciottenne morto. «Eri un ragazzo pieno di gioia anche nei momenti più difficili. Mi inviavi i video con gli amici mentre facevate i pazzi: perché tu eri così, facevi sempre ciò che volevi, in un modo o nell’altro». E ancora: «Eri così onesto, mi dicevi sempre tutto. Non c’è niente di più doloroso nel pensare a quel sorriso sempre presente e a quei tuoi ricci». Una morte che resta difficile da accettare: «Ora sei andato via per sempre», continua l’amica. «Non ho avuto nemmeno il tempo di salutarti, ma una parte di te sarà per sempre con me. Ed è questo mi dà forza. Un giorno ci ritroveremo. Mi mancherai angelo mio».
All’uscita dalla chiesa il fratello Emanuele, gli amici Simone Bravo e Matteo Roscioli, il cognato Eduard Iliescu portano a spalla la bara. Piangono tutti tra decine e decine di palloncini bianchi che volano in cielo, altri a formare il nome Matteo e gli applausi dei tanti presenti davanti alla chiesa di San Rocco. Un momento di forte commozione per tutti, ma soprattutto per la mamma del ragazzo, che non regge il dolore del momento, tanto da accusare un piccolo malore. Viene immediatamente soccorsa dai familiari e dai volontari della protezione civile presente insieme ai carabinieri e la polizia locale per coordinare cerimonia funebre sulle strade. E intanto il feretro inizia ad allontanarsi tra gli applausi scroscianti in direzione del cimitero. È l’ultimo saluto a Matteo.
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