L’Unidav va avanti e assume 32 giovani

Intervista al dg Gennuso: il Tar non ferma l’Ateneo telematico Da Vinci, a Torrevecchia i primi studenti stranieri
TORREVECCHIA TEATINA. La sentenza non blocca l’università telematica Da Vinci a guida Sevs (Stredo Euròpska Vysoka Skola). L’ateneo sta per fare più di trenta assunzioni anche se il 27 giugno scorso il Tar Pescara ha accolto il ricorso dell’università telematica Pegaso, di Napoli, contro l’avviso pubblico con cui la Sevs è entrata in quota maggioritaria nel cda Unidav (un’operazione da oltre 2 milioni e mezzo di euro). Giovedì la Fondazione d’Annunzio terrà un cda in cui varerà il ricorso al Consiglio di Stato. Abbiamo intervistato il dg.
Direttore generale Fausto Gennuso quali sono le conseguenze della decisione del Tar?
«La sentenza non blocca nulla. Stiamo lavorando seguendo il programma con cui ci siamo presentati, che va dal rilancio all’internazionalizzazione della Da Vinci. Giovedì, ad esempio, avremo una riunione sia del senato accademico che del cda Unidav in cui organizzeremo l’accoglienza dei ragazzi stranieri che ospiteremo a Torrevecchia Teatina e appronteremo la nuova offerta formativa. È pronta anche la pianta organica con le nuove assunzioni».
Quante persone prevedete di assumere?
«La pianta organica prevede 20 nuovi posti di lavoro solo per quanto riguarda il personale tecnico-amministrativo. Sino ad ora la struttura della Da Vinci si era appoggiata un po’ troppo su quella della d’Annunzio, ora, invece, è arrivato il momento di camminare da soli. Inoltre, lo scorso 10 maggio, in occasione del primo cda Unidav, abbiamo varato il nuovo bando per 12 ricercatori da assumere a tempo determinato».
Cosa prevede il vostro programma di internazionalizzazione?
«Quando andrà a regime, ipotizziamo di ospitare tra le 700 e le 800 persone l’anno provenienti dall’estero. Intanto dal 9 al 30 luglio le famiglie di Torrevecchia Teatina apriranno la loro casa a 30 ragazzi, tra i 22 e i 26 anni, provenienti da Cecoslovacchia, Slovacchia, Inghilterra e Russia. Parteciperanno a conferenze, visiteranno le strutture dell’università d’Annunzio e le bellezze del territorio. Essendo una università telematica, abbiamo intenzione di puntare al massimo sull’internazionalizzazione. L’unico ostacolo è il ridimensionamento dell’aeroporto d’Abruzzo».
Qual è la vostra offerta formativa e a quali costi la proponete?
«Siamo partiti dai corsi che abbiamo trovato alla Da Vinci: Psicologia, che abbiamo intenzione di mantenere, Economia per le professioni sanitarie, che trasformeremo in Economia della sostenibilità, Scienze della formazione, che pure abbiamo intenzione di trasformare in un indirizzo di studi più vicino alle nuove esigenze e, infine, Giurisprudenza, che manterremo. Un anno di università verrà a costare circa 2.000 euro, ma abbiamo intenzione di far calare la cifra, senza contare che per gli studenti meritevoli abbiamo borse di studio che possono abbattere del 100% il costo».
Secondo lei, perché la Pegaso, che non ha neanche partecipato all’avviso di selezione, ha deciso di impugnarlo?
«Non so. Certo è che siamo concorrenti. Forse ci temono».

