L’università studia l’atmosfera di Parigi

I docenti dell’ateneo d’Annunzio sull’aereo di Meteo France con una sofisticata strumentazione
CHIETI. L’università d’Annunzio studia l’atmosfera di Parigi a bordo dell’aereo di Meteo-France. È l’innovativo progetto messo in campo dall’ateneo teatino-pescarese guidato dal rettore Sergio Caputi, il cui nome ormai è diventato noto anche oltralpe, rinsaldando l’obiettivo di internazionalizzazione promosso con forza dallo stesso rettore. La d’Annunzio partecipa infatti alla campagna internazionale Across 2022, che si svolge attraverso voli a bordo dell’aereo strumentato di Meteo France ATR-42, allo scopo di studiare l’atmosfera sulla capitale francese.
L’obiettivo del progetto Across è quello di aumentare la comprensione di uno degli aspetti irrisolti delle scienze atmosferiche: capire cioè come si forma e si modifica il particolato atmosferico quando le emissioni antropiche raggiungono le aree suburbane di una metropoli come Parigi e si mescolano con le emissioni naturali della vegetazione. Il progetto si incardina in una serie di iniziative a favore dell'ambiente che la d’Annunzio ha intrapreso in numero sempre crescente e in maniera sempre più convinta. L’ateneo dannunziano è stato chiamato a far parte del progetto grazie a un innovativo strumento. A bordo dell’aereo di Meteo-France è stato installato infatti uno strumento dell’ateneo d’Annunzio, unico nel suo genere, progettato e realizzato dal docente Piero Di Carlo e dalla dottoressa Eleonora Aruffo, che partecipano personalmente ai voli di ricerca. Lo strumento è in grado di misurare gli ossidi di azoto e i nitrati organici atmosferici ed è diventato da subito un riferimento per tutti gli altri strumenti che si trovano a bordo, per la sua elevata precisione nell’individuare le masse d’aria più inquinate.
Il progetto, oltre ad avere una elevata rilevanza per come potrà chiarire i fenomeni di degrado dei composti volatili organici in atmosfera, è importante anche per le ripercussioni sulla salute umana. Infatti, il particolato che si forma e si modifica nelle situazioni in cui i gas emessi dalle attività umane vengono processati e reagiscono con quelli emessi dalle foreste sono di dimensioni molto minori di quelli emessi direttamente e quindi più dannoso perché in grado di penetrare nelle vie respiratorie più profonde. (a.i.)
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