La Amato contro Paolucci «Assessore si informi meglio»

VASTO. «Magari l'assessore regionale prima di avventurarsi nei giudizi sulla sospensione della mammografie era bene che accertasse che lo screening non è stato sospeso, le mammografie cliniche...
VASTO. «Magari l'assessore regionale prima di avventurarsi nei giudizi sulla sospensione della mammografie era bene che accertasse che lo screening non è stato sospeso, le mammografie cliniche (quelle dove serve il medico) sì, evitando giustamente che della sospensione risentissero le pazienti con patologia oncologica». È un fiume in piena l’onorevole del Partito democratico Maria Amato, che replica allo sfogo altrettanto duro del giorno prima dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, anche lui del Pd, sul problema delle lunghe liste d’attesa per le mammografie nel reparto di Radiologia all’ospedale San Pio.
«L'assessore Paolucci, politico, dottore in economia, entra nel merito delle differenze tra mammografia di screening e mammografia clinica, e fa rispondere all'organo tecnico della Regione, Angelo Muraglia, sulle interruzioni volontarie di gravidanza, argomento caldo di politica sanitaria» continua la Amato che quel reparto di Radiologia lo conosce fin troppo bene, perché lo dirigeva sino a quando non si è messa in aspettativa una volta eletta in parlamento. E ora lo difende, tutelando il lavoro di quei medici costretti a lavorare in trincea. Non ci pensa due volte a scontrarsi a viso aperto con l’assessore regionale del suo partito, da cui anzi marca tutta la distanza a livello di politica sanitaria. «Io e Paolucci abbiamo due visioni di cosa si dovrebbe fare in sanità radicalmente diverse», dice, «le visite lampo dell’assessore e dei direttori a Vasto forse non consentono di capire quanto è diverso il lavoro di una Radiologia periferica lontana un'ora dal centro di riferimento, in un ospedale che fa prevalentemente emergenza urgenza, rispetto a un posto in cui si fa un lavoro, anche più sofisticato, senza lo stress dell'elicottero che deve trasferire il paziente».
Poi l’onorevole entra nel merito: «Se Paolucci volesse approfondire il problema dovrebbe piuttosto chiedere al manager, che lui ha scelto perché realizzasse i suoi obiettivi, come fanno i radiologi di Vasto a fare in 4 le reperibilità notturne e festive che dovrebbero fare in 9 e che altrove si fanno in 15? Come reggono e come fanno con la stanchezza di notti accumulate ad affrontare le mammografie e il lavoro gravoso di una sala Tac in cui si prenotano 13-15 esami con mezzo di contrasto e si fanno altrettanti esami urgenti? Eccoli i motivi per cui se si può scegliere di andare via, i medici se ne vanno: si lavora sotto pressione e si lavora tanto. Hanno quasi tutti l'ipertensione, lo sa questo l'assessore? Ecco magari» conclude l’onorevole «dovendosi occupare della salute delle persone, prenda provvedimenti anche su questo».

