La Asl batte due colossi farmaceutici

La fornitura contestata di materiali per le analisi da quasi 5 milioni: bocciati i ricorsi di Roche e Beckam, l’appalto va avanti
CHIETI. Una vittoria che vale quasi 5 milioni di euro. La Asl di Chieti batte i colossi della farmacia e porta avanti l’appalto per la fornitura di sistemi di analisi per il reparto di Patologia clinica bandito nel 2016. A dare il via libera alla Asl è il Tar di Pescara con 4 sentenze fotocopia che chiudono la strada ai ricorsi delle multinazionali della medicina, Roche Diagnostic spa e Beckam Coulter srl. Secondo i giudici amministrativi, guidati dal presidente Alberto Tramaglini, il bando di gara è inattaccabile, non ci sono state violazioni del principio di segretezza nell’esame delle offerte economiche e gli affidamenti alle imprese vincitrici sono regolari. Per il Tar, i ricorsi sono «infondati» e «irricevibili».
L’appalto contestato dalle due imprese è quello per la fornitura di 5 anni per vari sistemi di analisi: un maxi appalto diviso in 20 lotti per un totale di 20,6 milioni di euro. Contro le assegnazioni di tre lotti di forniture per un importo di 4,7 milioni (lotto 2 per infettivologia da 2,7 milioni; lotto 3 per esami completi per le urine da 965mila euro; lotto 8 per biologia molecolare infettivologica da un milione), la Roche e la Beckam hanno sollevato davanti al Tar un lungo elenco di presunte violazioni amministrazioni che sarebbero state commesse da una commissione Asl: «Violazione ed errata applicazione del capitolato speciale; violazione del principio di segretezza delle offerte e del divieto di commistione tra offerta tecnica e offerta economica; falsa applicazione del criterio di selezione delle offerte economicamente più vantaggiose; violazione del principio di buona fede; eccesso di potere per carenza dei presupposti, travisamento dei fatti, contraddittorietà in atti e manifesta irragionevolezza», queste sono le censure mosse.
Ma per i giudici amministrativi, il bando della Asl, difesa dall’avvocato e docente universitario Diego De Carolis, non si può mettere in discussione a giochi fatti: «Devono ritenersi irricevibili le censure volte a contestare la legittimità degli atti di gara poiché proposte ben oltre i termini perentori di impugnazione del bando». E un passaggio chiave delle sentenza riguarda la contestata violazione del principio di segretezza delle offerte economiche: per i giudici, alla Asl, non sono state violazioni. Secondo il bando, le offerte con i prezzi avrebbero dovuto essere inserite in una busta chiusa a parte ma, almeno in un caso, non sarebbe avvenuto: «Il riscontro oggettivo della inclusione nella busta dell’offerta tecnica onerava la commissione di disporre l’esclusione della ditta indipendentemente da ogni valutazione».

